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A Procida è ancora cemento selvaggio.

L’ondata di cemento abusivo investe anche la più piccola delle perle del golfo. Otto manufatti abusivi, realizzati su una superficie complessiva di 250 metri quadri, sono finiti sotto sequestro a Marina Chiaiolella, la zona turistica dell’isola. L’area interessata si trova in via Simone Schiano, la stradina che conduce a Solchiaro, proprio sul costone che si affaccia sul porticciolo turistico. L’operazione è stata condotta dai carabinieri della stazione isolana retta dal maresciallo Massimiliano Albero. I quali, in seguito ad alcune segnalazioni ricevute, hanno avviato un lavoro di intelligence che li ha portati a scoprire G.I., 50 anni, mentre si apprestava a trasportare alcuni blocchi di tufo nei pressi di un manufatto. L’uomo è l’affittuario dell’area, un ex vigneto, ora coltivato a carciofi ed ortaggi, di proprietà dell’ente di beneficenza «Albano Francescano», una fondazione che assiste i malati poveri dell’isola. È stato denunciato all’autorità giudiziaria, mentre i manufatti sono stati sigillati. Alcuni di essi sono ancora allo stato grezzo, altri, invece, sono quasi completati, con i servizi igienici funzionanti e forniti di impianto elettrico. In realtà – come si è potuto evincere dall’esame più approfondito dai lavori eseguiti – si tratta del classico abusivismo fai-da-te. Cioè di un’operazione silenziosa, portata avanti, giorno dopo giorno, mattone dopo mattone. Alcuni manufatti sequestrati erano stati adibiti al ricovero temporaneo di conigli e galline, in attesa, forse, di diventare monolocali da fittare ai turisti, d’estate. L’avvocato Mariano Cascone, presidente dell’ente proprietario della zona interessata, puntualizza: «Venuto a conoscenza del sequestro ho preso contatto con l’affittuario che mi ha garantito che sarà immediatamente ripristinato lo stato dei luoghi. In caso contrario, nei termini di legge, l’ente da me rappresentato provvederà in danno». Il sindaco dell’isola Vincenzo Capezzuto non nasconde la propria irritazione: «È davvero una follia continuare a costruire abusivamente. I manufatti vanno subito demoliti. Questa è una sassata in faccia che arriva proprio nel momento in cui il Comune è attivamente impegnato su una proposta urbanistica, anche attraverso una decisa opera di riqualificazione, tesa a superare l’attuale discrasia tra Piano regolatore e piano territoriale provinciale». (D. Ambrosino – da IL MATTINO del 12/12/2010)

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