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La pluridecorata Bannock sabotata dalla burocrazia

da Vita E Mare n.7 e 8  2012

E’ stata varata nel 1943 nei cantieri americani Charleston Shipbuilding and Dry Dock a Charleston in South Carolina, ha superato mille traversie e pericoli, tra cui il tiro dell’aviazione tedesca durante il D-day (sbarco in Normandia), la battaglia di Minle Bay (Nuova Guinea). Nella sua lunga e travagliata storia al servizio della Marina americana la Bannock, dal nome della tribù pellerossa che nel 1878 dichiarò guerra agli Stati Uniti, ha ottenuto tre medaglie: per la vittoria nella seconda guerra mondiale, per la campagna di occupazione del Pacifico asiatico e per il servizio di sicurezza nazionale. Dal 1962 risulta operare per la Marina militare italiana, con mansioni civili: le furono assegnati svariati e importanti compiti scientifici di ricerca oceanografica. Tra le missioni più note cui partecipò: lo studio della famosa Isola Ferdinandea nel Canale di Sicilia e le operazioni di ricerca del Dc-9 precipitato nel mare di Ustica (recuperò la fusoliera, anche se le erano state comunicate le coordinate sbagliate). Nel 2005 venne donata dal Corpo delle Capitanerie di Porto all’Istituto tecnico-nautico F. Caracciolo – G. da Procida. La gloriosa nave oceanografica avrebbe dovuto essere trasformata in nave-museo, ma a Procida non è mai arrivata. Dopo i primi lavori di ripristino dal 2009 tutto si è fermato: ora parte dell’attrezzatura è stata rubata e la nave risulta in completo stato di abbandono nel porto di Napoli. Quello che non sono riusciti a fare gli anni e la guerra, ha fatto l’incuria della burocrazia e il vandalismo: col rischio che la nave stavolta affondi davvero.

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2 commenti

  1. non c’è da meravigliarsi……tutto muore  con l’abbandono.

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