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Alilauro, in pensione Giovan Giuseppe Grimaldi, comandante senza paura

PROCIDA – Il comandante senza paura va in pensione. Partiva anche con le condizioni meteomarine peggiori, perché – raccontano emozionati i colleghi – per lui guidare un aliscafo è come andare in bicicletta.  E perché ha sempre considerato un dovere morale assicurare la continuità territoriale tra Ischia e la terraferma.
Così Giovan Giuseppe Grimaldi, per tutti il “Messicano”, lascia, dopo trent’anni di onorato lavoro, la compagnia Alilauro, diventata per lui più di una famiglia.
Professionista leale e appassionato, Grimaldi, classe 1955, orgogliose radici da pescatore, aveva iniziato a bordo di petroliere e navi cargo, approdando poi – complice un rapporto di privilegiata amicizia e stima reciproca con Agostino Lauro – nel 1988 al timone di aliscafi e catamarani del golfo di Napoli e diventando uno tra i più affidabili comandanti della flotta Alilauro, in grado di leggere con sorprendente anticipo l’evoluzione delle condizioni meteo. E rivelandosi una vera e propria “chioccia” per le nuove generazioni cresciute sotto la sua ala protettiva. “Con quella sua aria da gigante buono, per noi è stato più di un padre”, spiega Vincenzo Picconi, comandante d’armamento della flotta Alilauro.
Sposato con Lilina, Giovan Giuseppe ha due figli, Gianluigi e Annalisa. 
“Ho iniziato nel marzo 1990 con lui: un amico ancor prima che un comandante tutto d’un pezzo”, ricorda Agostino Ferrrandino. “Un aneddoto su tutti: andammo a Capri con la Celestina con un gruppo di turisti, al ritorno però le condizioni del mare erano proibitive. Non si doveva partire. Lui non ci pensò un attimo assumendosi la responsabilità di una traversata storica, di quattro ore, dimostrando di essere in grado di governare un mare impossibile”.

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Un commento

  1. Il ricordo d’una traversata in traghetto Napoli-Procida, mi rimarrà a lungo a mente per le ” condizioni proibitive ” in cui il capitano aveva deciso di salpare… noi tutti passeggeri eravamo sul ponte in agonia, per i flutti e sobbalzi accusati all’interno come all’esterno del natante . Era di novembre, se non vado errato e, la mia decisione di avviarmi non aveva subito tentennamenti … Oggi se ci ripenso provo ancora spavento ! Il vostro coraggioso comandante merita lode ed ammirazione da chi,
    come noi modesti viaggiatori di brevi percorsi, affrontiamo di tanto in tanto l’esuberanza della natura !

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