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Armatori minacciano la sospensione delle corse navi e aliscafi nel Golfo di Napoli

Alla fine a farne le spese saranno sempre gli utenti e i pendolari

CONTRO IL PAGAMENTO DELL’IVA SULL’ACQUISTO DEI CARBURANTI, GLI ARMATORI DEL GOLFO DI NAPOLI DALL’8 MARZO ELIMINERANNO LA MAGGIOR PARTE DELLE CORSE DA E PER LE ISOLE

di Gennaro Savio – Premesso che per effetto della Legge n. 217 del 15 dicembre 2011 l’acquisto dei carburanti e di beni destinato alle navi adibite al servizio potrebbe essere soggetto ad IVA dal giorno 15 gennaio 2012. Premesso che l’imposizione dell’IVA aumenterebbe  i costi del servizio del 21%, le compagnie armatoriali aderenti all’ACAP, Associazione Cabotaggio Armatori Partenopei, confermano, attraverso un comunicato, che come precedentemente annunciato, a decorrere dall’8 marzo saranno sospese tutte le attività ad eccezione dei collegamenti assolutamente essenzialinelle fasce orarie protette. Sui porti dell’isola Verde ad ufficializzare per prima l’iniziativa è stata l’Alilauro, società armatrice facente parte dell’ACAP assieme alla Medmar, alla Snav, alla Pozzuoli Ferris, alla Giuffrè e Lauro, alla Navigazione Libera del Golfo e all’Alilauro Gruson S.P.A.[youtube kurBdqTf-to]

In effetti per quanto concerne le corse veloci, l’Alilauro dall’8 marzo sulla linea Ischia-Napoli garantirà solo le cose delle ore 6.30 e quella delle 8.40 mentre la tratta Napoli-Ischia sarà collegata con le corse delle ore  7.35 e delle 17.55.

Nel comunicato diramato dall’ACAP si specifica che al  momento le compagnie si trovano nella condizione di dover ridurre/cessare l’attività per evitare di incorrere in sanzioni penali (evasione IVA) e nel disastro finanziario e che dal 30 marzo in assenza di interventi risolutivi della problematica non saranno più in condizioni economiche di garantire i servizi.

Ci verrebbe proprio da dire che “chi di spada ferisce di spada perisce” se pensiamo che quest’estate proprio l’Alilauro con l’aumento del costo del biglietto di alcune corse dell’aliscafo fece scattare la protesta popolare di cui non tenne conto, mentre oggi che il governo ha riservato loro la stessa sorte protestano a loro volta minacciando la sospensione delle corse. E comunque, indipendentemente da come andranno le cose, chi ne pagherà le conseguenza saranno ancora una volta  gli utenti e i pendolari che intanto dall’8 marzo con l’annunciata drastica riduzione delle corse da e per la terraferma si vedranno di fatto negato il diritto alla mobilità mentre se le cose non dovessero cambiare, le compagnie di navigazione, che a parte i proclami non hanno certamente alcuna intenzione di rinunciare agli affari nel Golfo di Napoli, si sentiranno autorizzate ad aumentare ulteriormente i già esosi costi del trasporto marittimo tra l’indifferenza dei rappresentanti politici e istituzionali isolani a tutti i livelli. Bisogna sottolineare che la nuova situazione creatasi nel Golfo partenopeo è stata l’ennesima e disastrosa conseguenza prodotta dalla manovra varata dal Governo Monti che come i governi di centrodestra e di centrosinistra che lo hanno preceduto porta avanti una politica economica di autentica macelleria sociale. Intanto il paventato stop degli armatori privati sta scatenando reazioni a catena tra gli addetti ai lavori e i sindaci. Franco Regine Sindaco di Forio del centrosinistra ha sottolineato che tale situazione se avrà a verificarsi riporterà il livello del servizio di trasporto marittimo indietro di 40 anni, annullando tutti i progressi in tema di mobilità e di sviluppo turistico che la nostra isola ha conquistato. Per cortesia, qualcuno spieghi a Regine che proprio la sua compagine politica guidata da Pier Luigi Bersani appoggia, assieme al centrodestra di Berlusconi, incondizionatamente il governo Monti.
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