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E’ avvilente, cara Regione Campania, essere considerati cittadini di serie B

di Giuseppe Giaquinto

PROCIDA – Cara Regione Campania, sappi che mentre finanzi con un importo di 3 milioni di euro il Metrò del Mare che collegherà il Cilento con la Costiera Amalfitana e Capri, le stesse società chiedono ad un procidano 7 euro per andare a Napoli.

Ci viene difficile comprendere come le nuove linee di indirizzo dell’Ente Regionale per quanto riguarda i trasporti essenziali sulle vie del mare siano all’insegna della libera concorrenza e del libero mercato che nelle intenzioni dovrebbero garantire trasporti moderni, efficienti ed economici ma che di fatto hanno creato un padronanza ed un monopolio degli armatori sulla gestione di un servizio vitale. E non ci si venga a dire che la Regione ha potere di incidenza solo sulla Caremar perché così come è strutturata ed organizzata la Caremar non basta assolutamente a garantire la mobilità agli isolani.

 In realtà, cara Regione, questo libero mercato sembra valere solo per le linee essenziali mentre per le linee turistiche e per lo sviluppo delle coste la Regione investe soldi pubblici per garantire le passeggiate via mare nel Cilento e nell’area flegrea. Improvvisamente sembra che i cilentani siano diventati isolani isolati e i procidani dei turisti che, se proprio vogliono togliersi lo sfizio di prendere un “mezzo” per andare a Napoli, lo paghino a caro prezzo visto che possono benissimo camminare sulle acque.

Tra l’altro, cara Regione, non si comprende come mai il metrò del mare non interessa le isole di Procida ed Ischia. Forse perché abbiamo già troppi collegamenti oppure perché contrasta con gli interessi degli armatori privati? Perché anche dal punto di vista turistico potrebbe rappresentare per noi delle isole un trasporto pubblico economico, efficiente e sostenibile, visto che ormai per una famiglia di 4 persone venire a visitare Procida in andata e ritorno costa circa 160 euro, una cifra assolutamente fuori mercato rispetto a tante altre località della Regione e forse dell’Italia stessa e di certo penalizzante per l’economia turistica isolana.

 E’ avvilente, cara Regione Campania, essere considerati cittadini di serie B che, per andare a Napoli a studiare, a lavorare o a farsi una visita medica, devono sborsare 7 euro e che, per garantirsi una struttura di pronto soccorso ospedaliero, sono costretti a lottare, appellarsi alla giustizia, alzare la voce e vederselo smantellare un pezzetto alla volta.

Ma è così difficile amministrare un territorio tenendo conto delle necessità e dei diritti dei cittadini in modo da non creare palesi diseguaglianze? E’ cosi complicato comprendere che il diritto alla salute ed alla mobilità garantiti dalla costituzione vengono prima di ogni altra esigenza?

E’ chiaro che in mancanza di ogni tutela politica, ad ogni livello, dovremmo essere compatti nel rivendicare i nostri diritti di isolani alla salute come al trasporto. Perché non ci piace essere considerati cittadini regionali di serie B quando si tratta dei nostri diritti e, invece, non essere considerati di serie B nella contribuzione fiscale regionale.

Intervieni al più presto, cara Regione Campania, per rispettare e far rispettare i cittadini di Procida. Facci sentire la tua autorevolezza in merito alla questione Ospedale come avvenuto per Agropoli. Alza la voce contro chi, per garantirci il sacrosanto diritto alla mobilità territoriale, ci chiede 7 euro e ci considera turisti.

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