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Procida. Commenti al vangelo di domenica 8 gennaio 2012.

Il commento di oggi al vangelo lo lasciamo a Josè Maria Castillo. Un messaggio il suo chiaro ed immediato, con poche parole ci dice l’essenziale …

Sessantottesimo appuntamento, con la rubrica dedicata ai commenti al vangelo. Eccovi il commento di questa domenica dedicato al battesimo di Gesù. Il vangelo di oggi è di  Mt 1,7-11 . Come sempre abbiamo il video di p. Alberto Maggi con la relativa  trascrizione da scaricare e file  AUDIO insieme a una riflessione di  Jose Maria Castillo.

Insieme a queste potete vedere anche il video di don Lello Ponticelli con le “prediche senza pulpito”

BATTESIMO DEL SIGNORE – 8 gennaio 2012

TU SEI IL FIGLIO MIO, L’AMATO:
IN TE HO POSTO IL MIO COMPIACIMENTO

Commento al Vangelo di p. José Maria CASTILLO

Mc 1,7?11
[In quel tempo,] Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non
sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma
egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da
Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di
lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto
il mio compiacimento».

1.

Il battesimo è un rito religioso di iniziazione, cioè, si tratta del punto di partenza di un
nuovo percorso di vita. Questo rito si pratica mediante un simbolo acquatico. L’acqua è
fonte  di  vita.  A  volte,  uccide  (quelli  che  annegano).  Si  utilizza  per  lavare  e  pulire.  E
sempre ci toglie la sete. Le religioni si servono di questi effetti dell’acqua per esprimere
il fatto che il credente nasce a nuova vita. E’ come se nascesse un’altra volta, per iniziare
una vita diversa.

2.

Gesù si reca dove stava Giovanni, si mette nella fila dei peccatori, quelli che sentivano il
bisogno di un cambiamento nella vita, quelli che forse pensavano che dovevano nascere
di nuovo. Gesù fece questo come uno dei tanti. Non stava facendo teatro, né recitava
una parte della quale non era convinto. Gesù se ne andò da Nazareth persuaso del fatto
che doveva cambiare vita ed intraprendere un compito nuovo e diverso. Sicuramente, lo
Spirito gli fece vedere che il suo popolo e la sua gente avevano bisogno di vedere Dio e
vivere la relazione con Dio in un altro modo. Questo fu il nuovo motore della vita di
Gesù.

2
3.

Tuffarsi  nell’acqua  ed  uscirne  di  nuovo  significa  simbolicamente  sprofondare  nella
morte e rinascere alla vita. Gesù morì al passato, ossia abbandonò la sua vita di prima.
Ed iniziò un modo nuovo di vivere. In quel momento vide il cielo aperto. Vide lo Spirito
che si posava sopra di lui. E udì la voce di Dio, che sentì come Padre che lo amava
indicibilmente. Gesù da quel momento cambiò la sua idea di Dio. Da allora in poi non
parlò più dell’«Altissimo» o del «Cielo», ma parlò sempre del «Padre». Mai del Padre
come «autorità» o «potere», ma come «bontà», «accoglienza», «amore».

Traduzione da : J

OSE

M

ARIA

CASTILLO, La religión de Jesús, Desclée De Brouwer, 2011, p. 69.

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