Home > Eventi > Cosa rappresenta la processione del Venerdì santo per un procidano?

Cosa rappresenta la processione del Venerdì santo per un procidano?

venerdi santo trombaDi Giacomo Retaggio

Domenica scorsa (delle Palme, per intenderci) presso la Congrega dei Turchini è stato presentato il libro di Paola Pisano ed Alberto Baldi “ Magnifici mirabili misteri”, squi(Libri) Editore. C’era un “parterre” di tutto rispetto composto da una folta presenza di “antropologi culturali” della Federico II. Le pareti della chiesa erano tappezzate di foto inerenti il corteo degli Apostoli e la processione del Venerdì Santo. Un magnifico colpo d’occhio! Le note del “Salvete Cristi vulnera”, illustrato dal priore emerito Gabriele Scotto di Perta e cantato dal coro dei confratelli, hanno reso l’atmosfera carica di sacra suggestione. Il sottoscritto incoscientemente fungeva da coordinatore. Qualcuno che legge si chiederà: ebbè, dov’è la novità? Non è la prima volta che nella Congrega si tiene una mostra. D’accordo!- rispondo io- ma è di sicuro che per la prima volta la questione settimana Santa procidana viene affrontata in modo scientifico, vale a dire con metodo antropologico. I validi studiosi intervenuti hanno sviscerato con competenza tutte le motivazioni storiche, hanno esaminato il retroterra umano e culturale delle manifestazioni della Settimana Santa nostrana. Perché tale studio prevede proprio questo: quali sono le ragioni per cui queste funzioni sono nate proprio a Procida e vi si sono radicate al punto da persistere da quattrocento anni? Qual è stato l’impatto sulla società isolana nei secoli scorsi e qual’è ai tempi attuali? Forse per i Procidani, adusi da sempre a queste manifestazioni la questione non esiste. E’ così e basta. Essi non si chiedono altro. Ma per chi viene da fuori e guarda le cose con occhi scevri dalla consuetudine assistere alla processione del Venerdì Santo o al corteo degli Apostoli è un impatto violento che pone una serie di interrogativi e stimola una sequela di considerazioni. Mi confessava la Paola Pisano che lei la prima volta che ha assistito alla processione del Cristo morto è “rimasta letteralmente folgorata”e non ha potuto fare a meno di fissare le immagini. Di qui è nato il corposo servizio fotografico. E non solo i “Misteri” hanno attratto la sua attenzione, ma anche la gente che vi si aggira attorno. La mamma che si avvicina all’”angioletto” in braccio al padre, non curandosi di interrompere l’ordine del corteo, solo per dare un biscotto al figlio,  quasi con prepotenza, come se fosse una cosa dovutale, è una scena  che si vede solo a Procida e costituisce un “unicum” che va studiato. Cosa rappresenta la processione del Venerdì santo per un procidano? Cosa spinge un giovane ad ammazzarsi di fatica prima per preparare e poi per portare un “Mistero”? Questi sono gli interrogativi a cui gli esperti di sociologia antropologica intervenuti domenica scorsa hanno tentato di rispondere. Il prof. Baldi, un toscano, per sua affermazione, laico e disincantato, ha visto nella processione una continuazione della tradizione dell’”arte presepiale napoletana” e dei famosi “quadri viventi” molto in auge nel ‘700 spagnolo e napoletano. Ed in effetti, a ben riflettere, i “misteri” hanno una loro teatralità ed una loro consistenza scenografica. La prof. Gianfranca Ranisio, ordinario di antropologia culturale alla Federico II, ha ripreso ed ulteriormente commentato le tesi del Baldi e della Pisano. Molto interessante l’intervento di un giovane procidano, da anni residente a Londra per lavoro, che ha affermato di poter rinunciare alle ferie di Natale e di Ferragosto, ma di non poter assolutamente fare a meno di tornare a Procida per il Venerdì Santo. Affermazione che da tutto il senso del significato del Venerdì Santo per un procidano. Senso che sfugge alle analisi anche degli antropologi e rimane qualcosa di indistinto, di indefinibile, di impalpabile. Sarà forse questa…l’essenza della “procidanità?

Potrebbe interessarti

Procida: Marina Corricella apre un nuovo ristorante dallo stile bohemienne

PROCIDA – “Il Pescatore” inizia la sua avventura gastronomica l’8 agosto 2018 nel pittoresco scenario …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *