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Costa Concordia: la riflessione non è una polemica

Dal sito web del Sindacato dei Marittimi (www.sindacatomarittimi.eu) proponiamo questa riflessione sulla vicenda legata all’affondamento della nave Costa Concordia. Sindacato che aveva fatto già una prima riflessione e rilasciato un comunicato a seguito della tragedia della nave da crociera.
“Anche noi del SDM Sindacato dei Marittimi dopo la tragedia della nave Costa Concordia ci siamo posti delle domande, ma soprattutto delle riflessioni.
Quello che stiamo vedendo però ci lascia perplessi. Non abbiamo mai avuto molta stima dei media italiani, spesso più “sudditi” che siti d’informazione, ma vedendo tutte le trasmissioni messe in onda in queste ore abbiamo provato un senso di fastidio.

Partiamo che siamo vicini a tutte le persone coinvolte, dall’equipaggio ai passeggeri ai famigliari delle vittime ed è giusto che i media hanno dato voce a queste persone, che senza alcun dubbio dovranno essere quanto meno risarcite non tanto per la vacanza rovinata, ma per i segni che tale esperienza lascierà loro.

Ma ci schifa il processo mediatico, il processo a cercare già il mostro il solo responsabile da mettere sulla croce.
Il Comandante della nave è in stato di fermo ma perchè? NON E’ ANCORA COLPEVOLE ma è in stato di fermo perchè occorre ricostruire una vicenda che chiaramente in queste ore è ancora confusionaria. Quando accadono queste vicende si pensa prima di tutto ai soccorsi, e nel mentre inizia una inchiesta che si effettua in una situazione di caos. Le persone sono ancora sconvolte, e anche ricostruire i tempi non è semplice. Gli unici orari certi li darà la scatola nera e su quelli si dovrà ricostruire il tutto e capire le responsabilità di chi sono.
Già sul fatto il comandante era o non era a bordo. Testimoni dicono che vi era, altri dicono che fosse a cena (ma per ora testimonianze visive non vi sono) altri che aveva abbandonato la nave. SONO VERSIONI PER ALZARE L’INDICE E CONDANNARE SERVONO PROVE, ALMENO ASPETTATE QUESTE.

Sentivamo una frase spesso fastidiosa dei giornalisti “siamo i primi, è nostra esclusiva….” SIGNORI E’ IL VOSTRO MESTIERE E NON E’ UNA GARA A MOSTRARE IL DOLORE ALTRUI.

I soccorsi. Visto il bilancio possiamo dire che hanno funzionato e bene, soprattutto il lavoro fatto da terra è stato da elogiare. La Capitaneria di Porto e non solo hanno dato grande prova di competenza. Alcuni diranno, facilitati dalle condizioni meteo, dalla posizione nave… non importa noi ci sentiamo di elogiare senza ma e senza se il loro lavoro.
Si polemizza sulla gestione di bordo. Anche qui si dovrà attendere inchiesta, che vengano prese tutte le testimonianze, video e altro ancora.
Ma non si deve generalizzare mai, forse qualcuno non ha fatto il suo lavoro, magari preso dal panico, ma altri sicuramente hanno svolto i loro compiti fino all’ultimo.
ANCHE QUI E’ INUTILE FARE TRASMISSIONI DI ORE, OCCORRE ASPETTARE, SAPERE TUTTE LE VERSIONI E CHI HA IL DOVERE DI FARE CHIAREZZA POI AVANZERA’ LE DOVUTE ACCUSE.

Passiamo ad un argomento che alcuni strumentalizzano per attaccare noi del SDM Sindacato dei Marittimi, arrivando a darci dei razzisti. In queste situazioni c’è chi ne approfitta per queste cose.
Abbiamo detto, e lo facciamo dal 2007 no da 3 giorni, che la multietnicità a bordo delle navi è un problema serio da affrontare. A dirlo è anche la stessa IMO che seppur dice che gli armatori possono impiegare il persone che vogliono, è consigliabile che questo sia di nazionalità e cultura omogenea e affine.
Su una nave da crociera, oggi ormai delle città, è nella logica e di facile comprensione che tale problema comunicativo si amplifica.
Magari non tanto tra noi marittimi, che possiamo utilizzare un inglese standardizzato imposto appunto dall’IMO per arginare tale problema, ma tra equipaggio e passeggeri.
In situazione di panico la comunicazioni tra questi, e la tragedia Costa lo ha dimostrato, amplifica lo stesso panico poichè se le persone che vorrebbero essere in quel momento rassicurate non comprendono il membro dell’equipaggio.

Prima di questa sciagura, nel nostro forum colleghi provenienti da tali realtà, segnalarono come i passeggeri rimanessero colpiti nel trovarsi a bordo di navi della Costa circondati da personale extracomunitario, ma non perchè c’era problema di nazionalità o per razzismo ma perchè anche nella situazione di normale vacanza avevano problemi a dialogare con questi.

Se vogliamo fare i buonisti all’italiana facciamolo, nascondiamo la testa e avanti tutta, ma il problema della multietnicità e culturale esiste purtroppo ancora anche nelle nostre città, pensate a come lo si vive a bordo di navi dove tutto si amplifica.
Volete darci dei razzisti perchè vogliamo cercare una soluzione al problema, fatelo pure, certo siamo razzisti strani visto che dal 2007 collaboriamo con associazioni extracomunitarie per fargli pretendere diritti che oggi ancora gli negano a bordo delle navi.

Senza noi marittimi il mondo sarebbe ancora diviso in regioni ben precise, noi siamo i primi a sapere cosa sia la globalizzazione, la multietnicità la bellezza dello scambio e confronto culturale, ma proprio perchè ne conosciamo la profonda bellezza umana ne conosciamo anche i problemi che tali situazioni portano con loro.
Tra 50 – 100 anni se l’Europa Unita darà i suoi frutti il problema lingua forse sarò un ricordo, attualmente esiste.

Un sindacato serio, visto che qualcuno nel nostro facebook sostiene il contrario, affronta la realtà, mostra il problema e cerca una soluzione. Questo dramma ci dovrebbe far subito riflettere su certi concetti, ad esempio sarebbe il caso imporre a questi giganti del mare, attraverso istituzioni e autorità delle rotte stabilite?

A differenza di altri noi non abbiamo alzato il dito accusatore verso nessuno, abbiamo detto a tutti di attendere cosa l’inchiesta stabilirà. Abbiamo detto che se ci saranno responsabilità provate i colpevoli a prescindere dovranno pagare.
Noi non possiamo per spirito di vicinanza ai colleghi di dire senza dati, senza che eravamo presenti sono tutti innocenti o tutti colpevoli. Nei nostri cuori ci auguriamo che emerga una verità che solleverà il comandante e l’equipaggio da responsabilità, ma spetta alle autorità questo compito.

Noi possiamo solo cercare di capire a tragedia avvenuta cosa si può migliorare ancora, partendo dal fatto che tali navi con 4000 persone a bordo in caso di emergenze avranno sempre problematiche. Il panico uccide più di altre cose, e in questo caso fortunatamente non è accaduto.

Ora, se volete attaccare noi SDM Sindacato dei Marittimi, perchè vogliamo cercare di capire e non accusare, siete liberi di farlo. Magari informatevi prima, perchè dare a noi dei razzisti quando collaboriamo con associazioni nelle Filippine e in India mah è quanto meno assurdo.
Noi vediamo vittime anche quei marittimi extracomunitari a volte inviati a bordo delle navi senza alcuna cognizione di quello che gli spetta, voi che ci date dei razzisti avete avuto fino ad oggi la fortuna di imbarcare con personale altamente qualificato, che c’è. Ma c’è una parte che purtroppo ha lacune, e viene preso per aumentare profitti (non stiamo parlando del caso specifico).
Siamo talmente razzisti che avevamo scritto tempo fa che la marineria europea stava diventando fanalino di coda della tradizione marinara, poichè paesi in via di sviluppo puntano a marittimi laureati (filippini ed indiani).”

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