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Dino Ambrosino: Capezzuto manca di carattere

dino ambrosino2Per commentare i recenti avvenimenti della vita politica procidana e fare un punto sulla situazione abbiamo incontrato Dino Ambrosino quello che, ad oggi, nonostante manchino pochi giorni alla chiusura ufficiale di liste e candidature, è l’unico aspirante ufficiale alla carica di Primo Cittadino. «Ho già avuto modo di ricordare che l’unico difetto di questa nostra campagna elettorale è l’assenza di un avversario. Paradossalmente quello che potrebbe sembrare un vantaggio, in realtà non lo è.  Non abbiamo un interlocutore con cui confrontarci, non è ancora ben definito il fronte opposto contro cui sviluppare le nostre argomentazioni. Sono mesi che stiamo facendo da soli una campagna elettorale che necessariamente è stata in positivo, propositiva rispetto a ciò che noi desideriamo realizzare per Procida, senza avere l’onore di essere smentiti da nessuno. Abbiamo fatto le Primarie con questo spirito, abbiamo realizzato diversi incontri pubblici tematici, abbiamo elaborato il nostro Manifesto Politico che fissa le 5 parole chiave della nostra mappa del bene comune. La circostanza che a pochi giorni dalla presentazione delle liste non sia ancora definita la candidatura del nostro avversario – continua Ambrosino – credo sia un motivo di ulteriore umiliazione del Sindaco Vincenzo Capezzuto.

Messo da parte mesi fa dalla sua maggioranza che gli preferì la figura di Luigi Muro, rischia di ripetere gli stessi errori di 5 anni orsono, quando fu chiamato nelle ultime ore a guidare una squadra costruita attorno all’allora Sindaco uscente Gerardo Lubrano.

Sappiamo quali sono state le conseguenze, un’intera consiliatura fatta di litigi, sospetti, espulsioni, ultimatum e polemiche. Ricordiamo che la figura del capogruppo di maggioranza fu ricoperta solo per pochi mesi da Gianluca Capodanno che letteralmente scappò da un ambiente inquinato da lotte fratricide.  La soluzione corretta oggi – sottolinea il rappresentante de “La Procida he Vorrei” – sarebbe stata quella di una ricandidatura del Sindaco uscente, che essendo di nuovo chiamato a salvare la squadra in extremis, avrebbe dovuto dettare le condizioni. Invece, ancora una volta, Capezzuto viene messo alla testa di un gruppo composto attorno alla figura di un altro. Come giustificare la presenza in lista del consigliere di opposizione (?) Mariano Cascone che per anni ci ha ammorbato con polemiche personali contro Capezzuto, mettendo sempre in evidenza che lo avrebbe preferito vedere al lavoro in banca a Napoli. Come dimenticare le iniziative demagogiche contro l’Amministrazione come la proposta di scontare 50/70 euro dalla bolletta della spazzatura dei marittimi, ben sapendo che le minori entrate  dovevano essere finanziate dalle loro stesse famiglie. E i contrasti con tutti gli assessori uscenti, accusati pubblicamente dal Sindaco di essere improduttivi. E l’espulsione di De Candia, accusato di non dare alcun contributo alla soluzione dei problemi quotidiani.

Si va configurando uno schieramento avversario minacciato dagli stessi mali che lo hanno reso inoperoso negli ultimi anni; un’armata brancapoltrone tenuta insieme solo dalla paura di poter, finalmente, perdere il potere. Un Sindaco che manca del carattere necessario a dettare le condizioni alla sua maggioranza quando questa lo prega in ginocchio di ricandidarsi, come può affrontare i problemi dell’isola per i quali occorre avere polso e il coraggio di scelte lungimiranti?

Sembra di vivere il gioco dell’oca, di aver trascorso invano 5 anni della nostra storia amministrativa, e di tornare alla casella di partenza con uno schema ancora più confuso di quello precedente. Credo – conclude Dino Ambrosino – che i procidani debbano prendersi la responsabilità di rifiutare questa soluzione, provando a cambiare musica e orchestrali. Il 31 maggio è uno spartiacque: iniziare un nuovo ciclo provando soluzioni alternative, o restare nel pantano dove sguazzano coccodrilli in perenne conflitto tra di loro».

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