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Elezioni a Procida: il giorno dopo

di Pasquale Lubrano*

Il popolo sovrano ha espresso  il proprio verdetto politico e amministrativo con esiti più o meno graditi rispetto alle legittime aspettative dei candidati e delle varie liste in competizione. La vita amministrativa si rimette in azione.

In verità, a parte il positivo giudizio che come “Riformisti” diamo sia per l’esito numerico che per largo rinnovamento che “Procida Prima” ha espresso con i propri eletti, non vogliamo sottacere l’amarezza perché purtroppo si è realizzata solo parzialmente la proposta da noi sostenuta da oltre un anno per creare una “unità” di intenti e finanche un accordo sul disegno strategico per il futuro dell’isola.

Ma il successo di “Procida Prima”, la cui aggregazione è nata da una convergenza su tali contenuti e con il coinvolgimento di quanti intendono operare nell’interesse del paese, rende praticabile il rilancio tali prospettive positive. L’elezione a Sindaco di Vincenzo Capezzuto potrà dare concretezza ad una nuova stagione di impegno di una collettività che tutta insieme opera nel suo interesse per il presente e per costruire il futuro.

C’è un aspetto complessivo da valorizzare: le tre aggregazioni dicevano tutte di privilegiare la trasparenza e la partecipazione. Il rilancio di un impegno unitario può essere conferma o smentita pubblica di quanto affermato in campagna elettorale, anche verso quelli elettori che gli hanno dato credito o meno.

Il coinvolgimento deve essere conferma o smentita pubblica di quanto affermato in campagna elettorale, anche verso quelli elettori che gli hanno dato credito o meno.

Il coinvolgimento deve riguardare sia gli eletti della lista di maggioranza che quelli delle minoranze, nel rispetto dei ruoli assegnati dal voto, di amministrazione l’uno, di stimolo e di controllo gli altri, secondo la migliore tradizione riformista di governo o di opposizione costruttiva. Questa nostra posizione è coerente con la identica proposta che avanzammo da minoranza consiliare, dopo le amministrative del 2005, come “Unione per Procida” con unanime condivisione di tutto il gruppo.

Va sollecitata e riscontrata la partecipazione dei candidati non eletti. Risulta che in alcuni casi sono stati predisposti degli organigrammi da impegnare in caso di successo. Ora se la disponibilità a porsi al servizio degli interessi del paese è stata onesta, volendo loro, devono poterla praticare anche ove il successo non è stato pari alle aspettative. Analogo discorso vale per associazioni di categoria, associazioni sociali e culturali, per le capacità professionali ed umane che l’isola esprime: Procida è di tutti, non di una parte, e tutti devono sentire la responsabilità e la consapevolezza di operare nell’interesse proprio che è interesse collettivo.

C’è chi è scettico sulla evenienza che coloro che non hanno condiviso prima delle elezione questo modo di porsi rispetto ai problemi del paese possa farlo ora, specie quelli sovraeccitati ed in preda a veri e propri deliri comportamentali, candidati o supporter che fossero. Pensiamo che possa prevalere in tutti o almeno in tanti, il senso di responsabilità, anche perché è da considerare che per alcuni la competizioni elettorale, è auspicabile, abbia rappresentato solo un momento di scarico delle proprie frustrazioni personali, come è dato osservare spesso sugli spalti degli stadi di calcio dove si inveisce, spesso anche con violenza, contro i giocatori della squadra avversaria, si indirizzano i peggiori epiteti all’arbitro ed ai guardalinee fino al CONI, e poi, in genere. un’ora dopo si torna alla vita di sempre.

I casi patologici fanno parte della condizione umana, ma non impediscono alla restante gran parte di essere pensanti ed agire in modo positivo.

L’iniziativa di incoraggiare tali positivi processi spetta, in primo luogo, a chi ha avuto mandato di governare il paese; gli altri dovrebbero assicurare disponibilità ad accogliere e praticare un modo corretto e costruttivo di fare politica.

In ogni caso le energie nuove e le esperienze che già hanno inteso condividere tale impostazione hanno dimostrato di essere maggioritarie, anche al di là degli schieramenti d’occasione, messi in campo e si può guardare avanti con ottimismo. Ma i risultati, così diversificati, espressi dall’isola nelle due competizioni elettorali contemporanee ed il raffronto con altri confronti precedenti forniscono anche interessanti spunti di analisi politica e di riflessione, a cui non mancheremo di dare il nostro contributo.

Pasquale Lubrano

Per i “Riformisti per Procida”

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