La brutale aggressione consumatasi ieri mattina verso le 10.40 all’istituto superiore I.T.N.C. “F. Caracciolo” – I.M. “G. da Procida” non è solo un gravissimo fatto di cronaca nera. È la cronaca di un disastro annunciato, lo specchio di un sistema scolastico che troppo spesso scarica sulle spalle dei singoli dirigenti responsabilità, tensioni e pericoli che nessun lavoratore dovrebbe mai affrontare.
E in questa storia, drammatica e assurda, c’è una certezza che brilla sopra ogni cosa: il “vero uomo”, l’unico baluardo di dignità, senso dello Stato e coraggio in tutta questa situazione, è stata la preside Maria Longobardo.
Mesi di minacce e deliri nell’indifferenza generale
L’assistente tecnico autore dell’aggressione – un uomo in giovane età, dalla statura imponente e dall’atteggiamento minaccioso – aveva manifestato fin dai suoi primi giorni di servizio chiari e preoccupanti segni di grave disagio psicologico. Chi scrive lavora da un trentennio in questa scuola e ha visto sfilare generazioni di professionisti, ma la situazione degli ultimi mesi era diventata insostenibile.
L’uomo viveva in un loop di deliri persecutori, parlando apertamente di presunti “complotti” orditi contro di lui e arrivando a minacciare verbalmente chiunque lavorasse nell’ambito tecnico-informatico dell’istituto e non solo.
La situazione era sotto gli occhi di tutti, eppure è calato un velo di inspiegabile silenzio:
Il laboratorio di informatica è rimasto chiuso per lungo tempo, ufficialmente in “attesa di un responso sul funzionamento” da parte dello stesso assistente.
Professori e colleghi sono stati cacciati dal laboratorio di informatica e pesantemente minacciati.
Nonostante l’evidenza e la pericolosità di questi atteggiamenti, nessuno ha mai avuto il coraggio di denunciare o segnalare per iscritto quanto stava accadendo. Nessuno, tranne la prima linea dell’istituto.
La dinamica del fatto: lo schiaffo e la rovinosa caduta
Fin dall’inizio dell’anno scolastico, la Dirigente Maria Longobardo e la DSGA (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi) si sono trovate completamente sole a gestire una bomba a orologeria. Senza alcun supporto esterno, hanno dovuto fronteggiare quotidianamente i comportamenti imprevedibili e aggressivi di un dipendente chiaramente instabile. La preside Longobardo ha dimostrato un coraggio straordinario, affrontando vis-à-vis, in molteplici occasioni, un uomo che la sovrastava fisicamente.
Fino a questa mattina, quando la situazione è precipitata davanti agli agenti della Polizia Municipale, chiamati proprio dalla dirigente. L’uomo, in totale stato di alterazione e furia, ha messo a dura prova i vigili urbani comandati da Gianluigi Porta, scatenando un gravissimo e caotico parapiglia. È in quel frangente mentre gli agenti tentavano di riportare alla ragione l’uomo che si è consumato l’atto più vile: un violento e brutale schiaffo ha letteralmente scaraventato a tre metri di distanza la povera ed esile dirigente. Una rovinosa caduta a terra che le ha causato, oltre allo shock, ferite al volto e al ginocchio, portando a un referto di 10 giorni di prognosi (mentre due agenti della Municipale ne hanno riportati 3).
Tutto sommato, data la violenza dell’impatto, alla dirigente è andata persino bene; le conseguenze fisiche potevano essere drammatiche. E c’è un altro dettaglio provvidenziale: il periodo di chiusura delle scuole e lo stop alle lezioni hanno evitato che dei minori fossero presenti nell’aula di informatica o nei corridoi. Se l’episodio fosse accaduto a pieno ritmo scolastico, oggi racconteremmo una tragedia ancora più immane.

Il risolutivo intervento dei Carabinieri
A mettere fine a questa mattinata di follia è stato l’arrivo dei militari dell’Arma. L’intervento del comandante della Stazione dei Carabinieri di Procida, Antonio di Francia, si è rivelato decisivo e risolutivo.
Con fermezza e professionalità, il comandante di Francia e i suoi uomini sono riusciti a contenere la furia dell’aggressore, bloccandolo e traendolo in caserma mentre si trovava ancora in un evidente e pericoloso stato di agitazione. L’uomo resta ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre la sua posizione sul fronte penale e civile si profila come pesantissima.
La mia indignazione: chi ha mandato quest’uomo a Procida?
Da professionista che vive e respira la realtà di questa scuola da trent’anni, non posso non esprimere una profonda, viscerale indignazione. Una persona con un simile vissuto e con evidenti disagi psichici ha bisogno di cure, di assistenza e di essere aiutata dalle strutture competenti; non può e non deve essere mandata a lavorare in una comunità scolastica.
L’assistente tecnico era già noto per episodi fortemente sopra le righe avvenuti in altri istituti in cui aveva prestato servizio. Com’è possibile che i meccanismi di controllo ministeriali e dell’Ufficio Scolastico Regionale abbiano ignorato questi precedenti, scaricando una bomba sociale ed emotiva su una scuola d’isola, già logisticamente complessa? Perché la Dirigente e la DSGA sono state lasciate sole a gestire un problema sanitario e di ordine pubblico?
Forza Preside!
Chi conosce la dottoressa Maria Longobardo sa bene con quale dedizione, abnegazione e professionalità guidi il nostro istituto. Da oggi, conosciamo anche il suo enorme, immenso coraggio di donna e di Stato.
A lei, alla DSGA e agli agenti feriti va la totale e incondizionata solidarietà della nostra redazione e di tutta la Procida che crede nella scuola come luogo di civiltà. Un sentito ringraziamento va al comandante Antonio di Francia per aver sventato il peggio.
Ti auguriamo una pronta e serena guarigione, Maria. Forza Preside, siamo tutti con te.
Il Procidano notizie e novità da Procida
Che dire! La scuola di questo territorio riceve sovvenzioini ridicole a causa, di governi passati e recenti inefficaci da ogni punto di vista ! Sperare in un futuro migliore è da sprovveduti… Con tali premesse ogni migrazione adolescenziale è prevedibile! Dirigenti ed operatori coraggiosi possono aiutare in tali contesti ma… operare miracoli non è compito di noi poveri umani!!