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Forio: In piena stagione estiva ritornano le disumane ruspe di stato per demolire l’ennesima casa di necessità: che vergogna!

abbattimenti case procidadi Gennaro Savio

Le disumane ruspe di Stato oltre alle famiglie lavoratrici a cui abbattono l’unica casa di abitazione senza pietà mentre non demoliscono gli immobili della grossa speculazione edilizia affaristica, ormai non hanno neppure più rispetto dell’enorme flusso turistico che sull’isola Verde cerca tranquillità e serenità visto che persino nel mese di luglio procedono a radere al suolo le case della povera gente. E così da alcuni giorni nel Comune di Forio si sta procedendo a gettare giù con inaudita crudeltà le “quattro mura” di un padre lavoratore che vive alla giornata, di una madre gravemente malata e dei figli minori che vengono così letteralmente buttati fuori dalla propria casa da uno Stato disumano e prepotente, che non ha messo prima a loro disposizione una casa alternativa e che, con le inadempienze legislative e amministrative, non gli ha consentito neppure di potersela costruire nella legalità. Ma non è tutto. La famiglia Di Costanzo, costretta dallo Stato inadempiente a costruirsi abusivamente la casetta per difendersi dall’acqua e dal freddo invernali e dalla calura estiva, voleva adempiere all’obbligo di abbattimento presentando un regolare progetto al Comune che glielo ha negato oltre a non avergli ancora restituito le somme versate per il condono edilizio. Teatro di questa nuova e assurda tragedia sociale è la straordinaria Baia di Citara, cioè una delle “location” dove l’abusivismo affaristico e speculativo ha in parte distrutto uno dei luoghi più belli e incantevoli dell’isola d’Ischia e dove, paradossi dei paradossi, il simbolo dello scempio ambientale è rappresentato dall’eco-mostro di Stato che avrebbe dovuto ospitare la nuova Caserma dei Carabinieri e che è sotto sequestrato da circa venti anni. E mentre da un lato lo Stato come un carro armato procede a distruggere l’abitazione dei Di Costanzo e i sogni e le speranze di una vita intera di questa umile famiglia di lavoratori, dall’altro lato si sforza di recuperare l’eco mostro di Citara e farlo diventare, così, una struttura ecosostenibile anche perché, nel frattempo, Forio è rimasta priva della stazione dei Carabinieri che non hanno più una sede. E allora, ci chiediamo, perché non rendere ecosostenibile anche la casa dei Di Costanzo? Sull’abbattimento di Citara, è duramente intervenuto con un comunicato stampa il Consigliere comunale di opposizione e Segretario generale del PCIML Domenico Savio che ha tra l’altro dichiarato: “La questione dell’abusivismo di necessità poteva essere risolta con una leggina del parlamento se questo fosse stato formato da veri rappresentanti dei bisogni popolari, invece da mesi costoro non trovano neppure il tempo e la volontà politica di approvare alla camera dei deputati quel disegno di legge, già approvato al senato, che, badate bene, non regolarizza il diritto alla casa di quelle famiglie che non ne posseggono un’altra, ma semplicemente programma gli abbattimenti prolungando, così, cinicamente l’agonia dei condannati. Responsabili di tanta tragedia sociale sono allo stesso modo i partiti del centrodestra e del centrosinistra, dal Partito Democratico a Forza Italia passando per tutti gli altri presenti in parlamento, nel consiglio regionale e nelle maggioranze amministrative dei comuni dell’Isola d’Ischia. Purtroppo la prima e fondamentale responsabilità politica delle sventure sociali è della maggioranza della popolazione, compreso quella dell’abusivismo di necessità, che oggi col voto legittima un potere politico antipopolare e repressivo. Nel caso specifico degli abusivi di necessità va aggiunto che in riferimento al movimento di lotta per chiedere e ottenere dal parlamento la soluzione del problema la quasi totalità degli interessati, a livello isolano e della terraferma, ha rifiutato una strategia più incisiva da noi proposta finendo col farsi strumentalizzare politicamente ed elettoralmente da mestieranti della politica dei vari schieramenti favorendo il persistere dell’odierna tragedia degli abbattimenti”.

 

 

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