Procida, accoglienza da brivido per Enzo e Giuseppe, i marittimi liberati dopo dieci mesi di prigionia sulla nave “Savina Cayliyn CAYLYN”

di Gennaro Savio

Sulle note di “Liberi, liberi” e i fuochi d’artificio che illuminavano il cielo di Procida limpido e sereno per l’occasione, migliaia di procidani hanno accolto in un caloroso ed emozionante abbraccio Giuseppe Lubrano Lavadera ed Enzo Guardascione, i due marittimi tenuti prigionieri per oltre dieci mesi dai pirati somali sulla nave “Savina Caylyn” assieme ad altri tre italiani e diciassette indiani.[youtube wDPIjZ_86-Y]

All’arrivo di Enzo e Giuseppe sicuramente non c’è stato procidano che non avesse gli occhi lucidi dalla commozione e uno dei momenti più toccanti è stato certamente quello che ha visto i due marittimi affacciarsi dal pulmino che di li a poco li avrebbe finalmente riportati definitivamente a casa. Il Comandante Lubrano Lavadera attorniato dalla folla festante non ha voluto mancare di ringraziare il popolo di Procida che nei mesi scorsi si è mobilitato con forza per chiedere la loro liberazione e i giornalisti che si sono impegnati a dare voce al loro dramma. Il ringraziamento spontaneo e affettuoso del Comandante Giuseppe Lubrano Lavadera per le manifestazione di lotta e di affetto portate avanti nei mesi scorsi dal combattivo e solidale popolo di Procida, è stato sicuramente il modo migliore per ringraziare i propri concittadini che hanno lottato coi denti affinchè Giuseppe ed Enzo venissero presto liberati e che mettono al tempo stesso a tacere una volta e per sempre chi aveva osato affermare che la mobilitazione popolare e la eco mediatica creata attorno al drammatico rapimento sarebbero state dannose per i sequestrati e la loro sorte.

Molto soddisfatto per il ritorno a Procida dei marittimi della “Savina Caylyn” è apparso anche il Primo Cittadino dell’isola di Graziella Vincenzo Capezzuto che ha simbolicamente abbracciato Lubrano Lavadera a nome di tutta la collettività. Nel mentre si allontanava il pulmino con Enzo e Giuseppe, con la mente abbiamo ripercorso a ritroso nel tempo i mesi di passione vissuti sull’isola di Procida dai concittadini e dai familiari dei marittimi sequestrati. Ci sono ritornate alla mente le manifestazioni di protesta nate sull’isola del Postino ed estesesi a macchia d’olio in tutta Italia, da Roma a Trieste, da Napoli a Gaeta. Sono stati mesi in cui abbiamo potuto apprezzare in questo popolo che conserva ancora intatto il senso di comunità, valori come l’umanità e la solidarietà ormai estintisi nell’attuale società del consumismo sfrenato.

Una Comunità che da oggi in poi sulle note di “Liberi, liberi”, può guardare in avanti con maggiore fiducia e speranza verso il futuro dei propri figli. Auguri Procida!

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