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Giovani svogliati o genitori incapaci di leggere i loro bisogni?

giovani disoccupatidi Peppe Tulino

Mentre prendevo il sole, nella bellissima Chiaiolella, insieme ad altri signori della mia stessa età (58), mi veniva da pensare “ma questi ragazzi oggi, non stanno tanto bene?  Forse non trovano lavoro? I loro genitori hanno meno soldi di prima? ” Questi pensieri li ho condivisi con gli amici e mi è stato risposto che:   i ragazzi stanno benissimo, sono senza voglia di lavorare, i lavori come giardiniere pittore o altri lavori artigianali vengono snobbati, insomma la situazione è delle migliori. Dopo le solite quattro chiacchiere, mi sono seduto al bar e mi sono trovato tra alcuni ragazzi. Ho riproposto il quesito. La risposta quasi unanime è stata, è vero i ragazzi sono totalmente demotivati, la colpa principale è dei genitori. In casa si sentono questi discorsi: in giro ci sono solo  ladri, per fare qualsiasi cosa devi chiedere sempre un favore accompagnato da qualche regalo, pensa solo a te stesso, gli amici non esistono, pensa solo ai fatti tuoi. Il tutto condito da un senso di colpa che si risolve con lo sganciamento di soldi ai loro figli. A questo punto non gli rimane che cazzeggiare al bar. Allora forse per dare  una nuova voglia di affrontare il futuro con una visione più gioiosa, la capacità di vivere un presente alle loro dimensioni , bisogna quindi mettere da parte i genitori, che oramai non sanno più leggere i bisogni dei figli oppure la mia è una domanda inutile e hanno ragione i genitori che i giovani stanno un’amore e sono solo ragazzi svogliati??? Forse anche le prossime elezione ci potranno dire qualcosa… tutto deve rimanere immobile o una nuova proposta avanzerà,  anche in questo caso mettere da parte padre e madre potrebbe portare giovamento ???

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Un commento

  1. Quando in giovane età ho tentato di incanalarmi all’interno della graduatoria “docenti dell’obbligo” ho trovato spazio al 3000 ° posto nella provincia di Napoli .
    Sentendomi forte a causa della giovane età e, sostenuta dalla solidarietà economica di mio marito ho “migrato” al nord con una figliola di appena pochi mesi d’età . Sacrifici tanti ce ne sono stati, ho sofferto la fame, causa di ore scarse per incompleto incarico a tempo indeterminato, accettato in provincia ligure, ben servita da automezzi che lungo la costa passavano di frequente . Il mio posto in graduatoria in provincia di Savona era 3° !!!
    Dopo quattro anni di equilibrismo economico ho ottenuto, per una legge favorevole, il ruolo ed il rientro in Napoli . Non ho mai finito di ringraziare me stessa per essere stata così, anche se dolorosamente, lungimirante .
    I miei parenti, amici conoscenti ancora sono in graduatoria !!!
    Chi non risica……………………………………………………………..non rosica !!!

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