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Il ritorno delle rondini sull’isola di Procida

rondinedi Costantino D’Antonio

PROCIDA – La Rondine è un piccolo uccello che appartiene alla famiglia Hirundinidae dell’ordine dei Passeriformi ed è nota nel mondo scientifico internazionale col il nome scientifico Hirundo rustica. Ciò che contraddistingue a prima vista la Rondine, è la sua sagoma in volo, con la tipica forma  biforcuta della coda. La colorazione del piumaggio contribuisce a renderla alquanto inconfondibile: alla parte dorsale del corpo nera con riflessi blu si contrappone una parte ventrale chiara, con il caratteristico sottogola di colore rosso mattone. Il volo è elegante, grazie alla forma particolarmente aerodinamica del loro corpo e alla leggerezza della loro struttura fisica: le rondini, infatti, raggiungono una lunghezza massima di 20 centimetri e un peso di 24 grammi.

Le rondini sono uccelli insettivori, tra cui soprattutto mosche e zanzare, ed altri considerati nocivi o fastidiosi per l’uomo, tra i quali gli afidi, parassiti delle piante coltivate.

Il loro “stare insieme” nasce dall’esigenza di proteggersi dai predatori, infatti un folto gruppo crea confusione, perché non permette di concentrare l’attenzione su un’unica preda, così che l’attacco può diventare dispersivo e vano. Quando giunge il periodo riproduttivo, le rondini si riuniscono in coppie per nidificare.

La Rondine è distribuita in un areale molto esteso che comprende l’Europa, l’Asia, l’America settentrionale, con l’eccezione della zona Artica e il Nord Africa . La specie è migratoria e durante la stagione fredda abbandona l’Europa per dirigersi verso l’Africa per lo svernamento.

Oggi, grazie ai numerosi studi scientifici condotti, è noto che le rondini arrivano in Europa e, in particolare in Italia con la primavera, all’incirca nel mese di marzo, anche se, eccezionalmente, due anni fa le prime rondini di passaggio su Procida furono osservate il 7 febbraio. Non appena giunge l’autunno, ripartono per il loro lungo viaggio che le condurrà al di là del deserto del Sahara, un viaggio che può durare anche tre mesi. Dopo l’inverno trascorso in Africa, cominciano il loro viaggio di ritorno verso le aree di riproduzione.

In marzo compaiono le prime rondini, generalmente di sesso maschile, che scelgono il territorio e costruiscono il nido o ne sistemano uno già esistente. Successivamente arrivano le femmine che, dopo rituali di corteggiamento ed accoppiamento, cominciano la deposizione delle uova nel nido, mediamente 4 o 5, per un totale di due, al massimo tre covate nell’arco di una stessa stagione riproduttiva.

Le rondini sono il simbolo della primavera e tutti sanno che allo scadere dell’inverno arriveranno in Europa. Ma in questi ultimi anni la condizione è notevolmente peggiorata ed è sempre più diffusa la convinzione che siano in diminuzione. Dagli studi condotti negli ultimi 20 anni si è registrata una diminuzione del 40 % nella popolazione europea evento che sembra causata dai repentini cambiamenti subiti dall’agricoltura che hanno portato ad un abbassamento della qualità ambientale della campagna, in favore di un ampliamento delle aree a monocoltura che di sicuro non favorisce l’insediamento della Rondine con l’eliminazione di siepi e filari, elementi caratteristici dell’agricoltura tradizionale, si distruggono le popolazioni di insetti, la fonte di alimentazione delle rondini.

La minaccia per la Rondine riguarda anche l’areale di svernamento, l’Africa, sia il mutamento delle vaste aree umide e delle praterie con campi coltivati e zone desertiche, sia per l’incontrollato uso di pesticidi, sia per la caccia da parte delle popolazioni locali per scopi alimentari.

Davide Zeccolella, ornitologo LIPU: «Sono circa 10 anni che hanno ripreso a nidificare nella nostra Isola, accolte con benevolenza dai cittadini che le ospitano presso le proprie abitazioni. In un solo caso abbiamo avuto richiesta da una famiglia che chiedeva l’allontanamento del nido poiché le rondini “sporcavano” alcuni gradini di una scalinata. In questi casi sono attuabili dei semplicissimi accorgimenti, con l’aiuto dei volontari LIPU, in grado eliminare ogni disturbo e rendere piacevole la convivenza con le rondini. Osservare per alcuni mesi l’anno il miracolo di questi animali che dall’Africa tornano a fare il nido a casa nostra è una esperienza che può sicuramente arricchire le nostre giornate».

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