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Il mondo dello shipping riunito a Procida il 13 e 14 giugno

PROCIDA – “Dalle parole ai fatti” questo il tema della VI edizione del convegno sul lavoro marittimo, promosso dall’Associazione Nazionale Lavoro Marittimo (A.La.Mari.) che si terrà a Procida il 13 e 14 giugno 2019. L’organizzazione “naviga” a pieno regimo e, al momento, sono già tante le adesioni di rappresentanze di categoria, personaggi del mondo della politica e delle imprese che operano nel comparto dello shipping, che animeranno le giornate di confronto programmate nell’incantevole scenario dell’Hotel “La Vigna”, tra i quali: Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale – Pietro Spirito; Direttore Generale di Confitarma- Luca Sisto; Presidente AssArmatori – Stefano MESSINA; Assessore Regione Liguria – Ilaria Cavo; Comandanti di Armamento di società di Navigazione Italiane e Estere; Presidente Fedepiloti – Francesco Bandiera; Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Coordinatore nazionale Sistema gestione qualità formazione marittima – Rosalba Bonanni; Presidente Accademia della Marina Mercantile di Genova – Eugenio Massolo; Presidente Accademia della Marina Mercantile di Catania – Antonio Scamardella; Presidente Cetena –  Sandro Scarrone; Presidente Atena – Alberto Moroso; Presidente Federmar – Cisal – Alessandro Pico; Presidente USLAC – UNCDiM-SMACD – Claudio Tomei – Componente Commissione trasporti Regione Campania On. Maria Grazia Di Scala; UIL Trasporti Regione Campania – Antonio Aiello.

«I temi che intendiamo portare all’attenzione della politica e delle istituzioni – dicono i fondatori Fabio Pagano e Giovanni Paudice – sono: Rivedere di riportare in Italia armatori Italiani, che hanno spostato le loro sedi legali all’estero per gli sgravi fiscali e capire perché riescono a reclutare il personale marittimo in modo molto più semplice; Rivedere le paghe degli allievi ufficiali; Trovare una formula per far si che gli Allievi Ufficiali trovino con maggior facilità gli imbarchi; Rivedere di creare la figura del sottufficiale, con corsi di formazione; Rivedere il rilascio dei libretti di navigazione; Rivedere i corsi previsti da IMO, STCW e EMSA; Rivedere i programmi scolastici degli Istituti Nautici; Portare a termine il progetto SIGERMA, parcheggiato al MIT da decenni; Rivedere l’applicazione del decreto per sostenere gli esami professionali, non applicato in modo uniforme sul territorio nazionale; Rivedere i centri di formazione; Rivedere il fondo nazionale marittimi; Rivedere alternanza scuola lavoro; Cercare di dare un contributo per effettuare i corsi professionali e relativo sgravio fiscale; Delocalizzare le visite biennali; Informatizzare le pratiche marittime il canale telematico (attraverso PIN); Riconoscere il lavoro usurante per i marittimi; Riconoscere l’amianto per i marittimi. Quanto elencato – continuano Pagano e Paudice –  è solo la punta dell’iceberg, in quanto sono le problematiche quotidiane con cui i marittimi debbono combattere, ma oltre a questo la nostra associazione si pone un obbiettivo ambizioso, riportare l’Italia al centro dello shipping e per fare questo crediamo che si debba ripartire dalla scuola, la formazione, aprici alle nuove tecnologie, riportare la “professione” dei marittimi ad un livello alto e ritornare ad essere un popolo di navigatori, non a caso l’Italia è la patria di C. Colombo. Ogni giorno salire su le navi e non trovare Italiani è una sensazione molto brutta. La disattenzione del mondo della politica in questo settore ha prodotto una fuga di Armatori all’estero, lo sminuimento della figura professionale, Istituti nautici di antichissima fama stravolti e senza identità. Il mondo della scuola ha la responsabilità di non aver letto il cambiamento e oggi siamo tra gli ultimi, come al solito noi Italiani resistiamo solo grazie alle nostre innate e inconfutabili capacità».

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