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Il popolo italico si riconosce nella “Traviata” di Verdi

Di Giacomo Retaggio

PROCIDA – Per celebrare la ricorrenza della fondazione della Repubblica italiana non c’è opera più adatta della “Traviata” di Giuseppe Verdi. Quest’opera, ad onta dell’ambientazione parigina e dei nomi francesi dei personaggi, è profondamente italiana. Italiana nella forma, nella musica, nella psicologia dei personaggi, nella carnalità mediterranea delle situazioni che si presentano man mano sulla  scena. Ed è di sicuro una delle opere più amate dai pubblici di tutto il mondo e tra le più eseguite. Ogni popolo si riconosce  nel tipo di musica che gli è più consono ed il popolo italico si riconosce nella “Traviata” e nella musica di Verdi, senza nulla togliere ad altri autori altrettanto validi. Voi pensate che sarebbe stata la stessa cosa celebrare la nascita della Repubblica Italiana con la musica del wagneriano “Tannauser”, ad esempio? Assolutamente no! La musica di Wagner, pur essendo validissima, non è nostra, non la sentiamo vicina a noi, per lo meno in occasione di particolari momenti celebrativi della nostra storia patria. Tutto qui. La “Traviata”, invece, si presta benissimo alla bisogna perché la sentiamo nostra e …quasi familiare. Ma l’orecchiabilità, la facile melodia, il tono accorato dei motivi non debbono trarre in inganno: la “Traviata” è un’opera complessa e di non facile esecuzione. Ed è soprattutto sulla scorta di tali considerazioni che va tenuto in debito conto lo sforzo effettuato dai giovani della Banda musicale di Procida nell’esecuzione, la sera del 2 giugno, presso l’ex chiesa di Santa Margherita a Procida, di quest’opera. Sforzo coronato dal più ampio successo. Anche se questi giovani sembravano suonare senza alcun timore ed in assoluta scioltezza e padronanza dello strumento musicale da cui sapevano trarre suoni e motivi che vagavano tra le mura del tempio posandosi sulle orecchie ed i cuori degli spettatori. Ci sono stati, nel corso dell’esecuzione, dei momenti di puro lirismo in cui la mente dell’ascoltatore  ha vagato, libera e felice, in un mondo quasi onirico. Potenza della musica! La giovane banda musicale procidana si inserisce nel solco delle migliori tradizioni delle bande nazionali. E’ risaputo che in Italia le bande hanno fatto la storia della musica ed hanno favorito la cultura musicale degli Italiani. In un epoca in cui non c’era radio, televisione e internet ed in cui era impossibile usufruire di musica. Le bande erano le uniche organizzazioni che la distribuivano. Quelli più anziani ricorderanno di sicuro gli affollati concerti in piazza delle i bande nelle feste patronali. Nell’occasione veniva sciorinato gran parte del repertorio  lirico per la gioa degli spettatori che assistevano estasiati. Oggi di certo non è più così, ma non si può negare che questo è stato in un passato neanche troppo lontano. A guardarli dalla sala, questi giovani orchestrali, aitanti giovanotti e floride ragazze, tutti in abito nero e ben curati, davano la sensazione del pulito e dell’ordinato ed erano un magnifico colpo d’occhio; Belli, veramente belli!La serata era quella delle grandi occasioni. Pubblico folto ed elegante; attento e motivato; gonfalone del Comune in primo piano nonché la presenza degli assessori Lubrano, Granito e Villani, a confermare l’ufficialità della circostanza. L’esecuzione dell’opera, intervallata da parti recitate ed esplicative con la voce carezzevole di Sara Puglia, è stata perfetta sotto la direzione del maestro Franco Trio. La seconda parte  della serata ha visto l’esecuzione dell’italianissima sinfonia del “Guglielmo Tell”, un’esplosione di suoni e di colori che ha piacevolmente coinvolto gli spettatori. Grazie ragazzi, ci avete fatto passare una bella serata!

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