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Il turismo a Procida, per la Regione Campania pesa quanto conta, ovvero come il quattro a briscola!

Per la Regione Campania con 3.500,00 euro si incentivano le manifestazioni turistiche dell’isola di Procida. La macchina del tempo ha orientato le proprie lancette negli anni ’80 quando, sull’isola di Procida, per uscire da quella che veniva già identificata come una manifesta crisi di vocazione per la tradizionale attività di marittimo, si faceva largo la proposta di “aprire” al turismo. Erano gli anni dell’esplosione del nuovo miracolo italiano, della crescita che porta l’Italia tra le grandi potenze mondiali a fronte, però, di un robusto indebitamento pubblico e della emissione a pioggia di titoli di stato. Erano gli anni in cui la l’Italia di Bearzot vince il mondiale di Spagna e che ha fissato, negli occhi di chi c’era, le immagini gaudenti di Tardelli e dell’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Erano gli anni in cui si assiste al progressivo sgretolamento del blocco comunista cosa che ha determinato le condizioni politiche, sociali e culturali per il successivo crollo, non solo simbolico, del muro di Berlino, e la nascita del “villaggio globale”. Anche l’Isola di Procida, in quegli anni, ha vissuto, se vogliamo, il suo rinascimento, a partire dalla vita politica con l’ingresso di giovani che hanno portato un modo diverso di intendere la politica, più progressista, più dinamica e con maggiori radicamenti in terraferma, spostando il confronto sulla necessità di dare all’isola una prospettiva economica alternativa al mare: il turismo appunto. Ecco, quindi, che, da un lato, si cerca di dare risalto alle risorse del territorio (isolotto di Vivara, struttura carceraria di Terra Murata, i porti, etc) e al loro utilizzo, dall’altro, si stimola la popolazione, a cogliere il momento ed attrezzarsi a sfruttare la nuova opportunità. Non è certa questa la sede, anche se non sarebbe male aprire su questo periodo della nostra storia un confronto serie, per entrare nei dettagli, resta il fatto che, a distanza di oltre un ventennio, l’isola di Procida, è ancora ben lontano da essere una, piccola o grande non importa, realtà turistica. Forte densità abitativa, rilevante antropizzazione del territorio, quantità industriale di mezzi a due e quattro ruote in sosta o scorazzanti per le stradine, oltre 400 attività commerciali di cui oltre 100 tra bar e ristoranti in forte crisi, assenza di scuole con indirizzo di studi rivolti a professionalità compatibili con il turismo, rappresentano già un primo segnale di un progetto piuttosto confuso. Se a questo, poi, aggiungiamo che gli attrattori primari, quali l’isolotto di Vivara e l’ex struttura carceraria di Terra Murata, non solo non hanno più la medesima destinazione, che comunque produceva reddito, ma versano in un devastante stato di abbandono, e la gestione dei porti, ad eccezione di pochi casi, ha portato ben poco cosa nell’economia generale del paese, il quadro diventa completo di cornice. Non stupisce più di tanto, perciò, apprendere dall’ultimo Bollettino Ufficiale della Regione Campania che, per i fondi relativi al 2008 destinati a manifestazioni di carattere promozionale, l’isola di Procida ha raccolto la poco più che ridicola e misera cifra di 3.510,00 euro, per lo più a carico della Pro Loco di Fabrizio Borgogna. Alla stregua di ciò, sembra quasi un paradosso apprendere dalle agenzie di stampa che per la manifestazione Procida: “l’isola del Postino”, festival che si dovrà tenere a Procida dal 28 al 30 maggio, e che la Camera di Commercio di Napoli e la COM.TUR stanno opportunamente portando in giro promozionale per tutta Europa, ci si accompagni con la Federalberghi di Ischia piuttosto che con, o anche, rappresentanti delle associazioni locali. Ed ancora, oramai, non lascia più di tanto l’amaro in bocca dover constatare la quasi impossibilità di avere rapporti con i rappresentati politici istituzionali di provincia e regione, per i quali, probabilmente, rappresentiamo, poco più larva di mosca ed una rottura di … La verità è che il nostro turismo pesa quanto conta, ovvero come il quattro a briscola!

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