Ischia: Giovedì 6 ottobre manifestazione contro il caro biglietto

La classe lavoratrice italiana operaia e intellettiva, e ancor di più quella delle isole partenopee residente e pendolare, oramai sta per essere ridotta letteralmente alla fame per una serie di infami provvedimenti economici assunti dai governi nazionali e regionali di centrodestra e centrosinistra o direttamente dalla classe padronale, la quale approfitta persino della crisi, da essa stessa scatenata, per accumulare nuova ricchezza, ovvero profitti, sulla pelle del mondo del lavoro.
Già l’euro ci dimezzò il potere d’acquisto dei salari, degli stipendi e delle pensioni, mentre il costante aumento del costo della vita ha aggravato ulteriormente la situazione; la precarietà del lavoro, in particolar modo quella giovanile e maggiormente presente nel Mezzogiorno, e l’aumento della disoccupazione hanno spinto alla disperazione e alla fame milioni di italiani, da aggiungere a quelli che da sempre vivono in tali disastrose condizioni; le continue manovre economiche del governo e del parlamento, con la complicità di tutti i partiti politici di maggioranza e di opposizione parlamentare, che per soddisfare la rapina legalizzata di banchieri e finanzieri ci stano letteralmente togliendo il piatto da tavola
I continui aumenti del trasporto pubblico in generale e di quello marittimo principalmente, che è fondamentale per la continuità territoriale con la terraferma degli isolani e dei pendolari del mare, compreso il costo del trasporto delle derrate alimentari e di ogni altro fabbisogno delle popolazioni delle isole, sta determinando la negazione del diritto costituzionale alla circolazione degli isolani. Non è ulteriormente tollerabile che noi abitanti delle isole, che paghiamo le stesse tasse di quelli della terraferma, dobbiamo pagare il biglietto della nave o dell’aliscafo enormemente maggiorato rispetto a quello delle Ferrovie dello Stato per la stessa percorrenza o per le metropolitane e autobus in servizio sul rimanente territorio nazionale. E non parliamo dei costi ordinari, assolutamente proibitivi, imposti ai non residenti e che colpiscono e condizionano in negativo lo sviluppo socio-economico dei nostri territori insulari. Un isolano o pendolare per andare e ritornare da Napoli con l’aliscafo e con determinate corse deve pagare, solo di trasporto marittimo, euro 14.00, oltre alla spesa degli autobus di euro 4,40: il potere politico e istituzionale a tutti i livelli si vergogni per averlo consentito!
Noi isolani e residenti possiamo definire un vero furto legalizzato gli ultimi aumenti del biglietto aliscafo prima da euro 4,45 a 5,50 e negli ultimi giorni, per circa la metà dei collegamenti con la terraferma e viceversa, da euro 5.50 a 7.00, che corrispondono a circa 14.000 delle vecchie lire. E’ una vergogna senza fine, è un affronto al nostro diritto costituzionale alla mobilità ed è un’offesa alla nostra condizione sociale di isolani. Siamo trattati come merce da spellare sino alle ossa per arricchire senza freno e senza limite gli armatori che operano indisturbati nel mare che ci circonda.
In questi giorni ascoltiamo molte, giuste e legittime lamentele di cittadini indignati e infuriati, ma in genere si tratta di lagnanze prive di cognizione di causa, che non indagano sulle ragioni e sulle responsabilità dell’affronto dei padroni del mare. Innanzi tutto l’aumento dei prezzi è la conseguenza normale della società a regime e dittatura capitalistici – dove comanda il capitale, cioè i detentori dei mezzi di produzione e della ricchezza usurpata alla classe lavoratrice operaia e intellettiva – dell’economia di mercato, dello sfruttamento del lavoro altrui, dell’accumulo insaziabile di profitti da parte della classe padronale e sfruttatrice e della sciagura sociale che in Italia il 10% della popolazione dispone di circa il 50% della ricchezza nazionale, del potere politico borghese, clericale e capitalistico nazionale, regionale, provinciale e comunale di centrodestra e centrosinistra che governa al servizio della classe padronale contro quella lavoratrice. Questo è il problema politico e senza comprenderlo e risolverlo alla radice non c’è possibilità di cambiamento reale e concreto.
Tutti quei cittadini, che sono la quasi totalità in Italia, che votano per i partiti del centrodestra e del centrosinistra, compreso quelli del falsi comunisti, revisionisti e opportunisti, sono i primi e veri responsabili politici, tra gli altri mali nazionali e internazionali, come, ad esempio, le manovre economiche antipopolari e le guerre all’estero, degli aumenti del trasporto marittimo nel nostro golfo, perché col loro voto eleggono un potere politico, ai vari livelli istituzionali, nemico dei propri interessi e al servizio totale degli interessi padronali. I partiti che formano la giunta regionale campana e i consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione, la giunta e il consiglio provinciale, i sindaci, le giunte e i consigli comunali delle isole e gli eletti isolani nelle istituzioni provinciali e regionali sono direttamente, politicamente e partiticamente responsabili di detti vergognosi aumenti, perché li consentono e tollerano. Sono questi i personaggi che bisognerà mandare a casa alle prossime elezioni affinché qualcosa possa cominciare a cambiare.
Noi comunisti, militanti e simpatizzanti del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista abbiamo e sosteniamo un progetto di nuova e superiore società, cioè quella socialista, dove il potere politico è totalmente nelle mani della classe lavoratrice, produttrice di ogni bene sociale, dove non esiste lo sfruttamento del lavoro e la costante rapina legalizzata delle masse popolari. Intanto sin da oggi combattiamo per migliorare la situazione sociale presente e chiediamo a tutti i lavoratori di accrescere le nostre fila e di sostenere le nostre battaglie politiche. Per questo obiettivo invitiamo le popolazioni isolane ad essere presenti alla manifestazione di protesta organizzata per giovedì 6 ottobre 2011, a partire dalle ore 9.00, sulla banchina del Redentore nel Comune di Ischia.
IL P.C.I.M-L. CHIEDE ALLA REGIONE CAMPANIA DI INTERVENIRE AD HORAS PER IMPORRE ALL’ARMAMENTO PUBBLICO E PRIVATO COLLEGAMENTI DIURNI E NOTTURNI CON LE ISOLE CORRISPONDENTI ALLE ESIGENZE DI MOBILITA’ DEGLI ISOLANI E DEI PENDOLARI CON TARIFFE DI CORSA SEMPLICE E IN ABBONAMENTO EQUIPARATE A QUELLE DEL TRASPORTO PUBBLICO TERRESTRE!
Forio, 4 ottobre 2011.
La Segreteria del P.C.I.M-L. Isola d’Ischia

Potrebbe interessarti

Procida Capitale Italiana della Cultura 2022, nuovo dispositivo mobilità

PROCIDA – Mentre cresce l’attesa per la manifestazione inaugurale di “Procida Capitale della Cultura 2022”, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.