Home > procida > politica > Isolotto di Vivara e complesso di Terra Murata, risorse del territorio

Isolotto di Vivara e complesso di Terra Murata, risorse del territorio

vivaraL’isolotto di Vivara e l’ex struttura carceraria di Terra Murata, da anni oramai, rappresentano nell’immaginario collettivo elementi che, opportunamente valorizzati e sviluppati, possono contribuire a migliorare la qualità della vita, anche dal punto di vista economico del territorio. Detto questo, come tutti sappiamo, tra dire ed il fare, in Italia, le cose non sono semplici, ed è per questo che abbiamo incontrato l’Assessore Antonio Carannante, titolare delle deleghe in questione, per comprendere qual è lo stato dell’arte.

L’isolotto di Vivara rimane, da anni, una risorsa inespressa per l’economia dell’isola di Procida. A che punto è il contenzioso che vede impegnata la Fondazione Albano Francescano e il Comune con gli eredi Diana?

«La Corte di Appello di Napoli con una sentenza del maggio scorso ha clamorosamente stabilito la risoluzione della disposizione testamentaria del 1940 di Domenico Scotto Lachianca che devolveva alla Fondazione Albano Francescano diversi beni immobili tra cui, per l’appunto, l’isola di Vivara. Quest’ultima, in altre parole, insieme a tutti gli altri beni della Fondazione, dopo oltre 70 anni, dovrebbe essere restituita agli eredi Diana. Ebbene, su questo punto, anche dopo essermi confrontato con i professionisti dell’ente, voglio tranquillizzare i procidani e non: Vivara, a prescindere da chi sia il suo proprietario, comunque rimarrà Riserva Naturale, e quindi non potrà essere alterata la sua attuale fruizione. Detto questo, abbiamo comunque ritenuto doveroso aderire al ricorso per cassazione della Fondazione contro la suddetta sentenza per tutelare il vincolo indissolubile tra l’isolotto e la comunità procidana cui del resto mirava la reale volontà del compianto Lachianca. Peraltro, spulciando la documentazione ho avuto modo di verificare che, non a caso, il sig. Lachianca con un apposito codicillo del 1939 precisò che l’isola di Vivara non venisse mai in perpetuo né venduta, né concessa in enfiteusi onde possa far parte sempre del patrimonio di detto nosocomio. In definitiva, Vivara, per espressa volontà del testatore, deve appartenere in perpetuo alla collettività procidana. Agiremo in tutte le sedi competenti per far sì che questa volontà sia rispettata, anche perché ormai appartiene alla nostra storia».

Fermo restante le problematiche di carattere giudiziario, quali i progetti, presenti e futuri, per renderla fruibile?

«Appena insediato, ho seguito passo passo la soluzione giudiziaria della vicenda che ne ha portato alla chiusura: a breve dovremmo avere finalmente la definizione del procedimento e si potrà aprire Vivara al pubblico. Vi sono vari progetti per la sistemazione della sentieristica, ma anche per riprendere la coltivazione degli ulivi e delle viti per produrre olio e vino doc di Vivara. Mi sono recato diverse volte sull’isolotto per verificare di persona la fattibilità di certi percorsi: ad esempio saranno ripresi i sentieri per visitare anche i fortini napoleonici e creati dei nuovi per visitare gli scavi archeologici micenei (che per la prima volta ho potuto visitare quest’estate) fino ad oggi mai fruiti. C’è poi il sogno dei reperti sottomarini e di un museo civico con la ristrutturazione degli immobili compreso la villa padronale del seicento. La filosofia del mio assessorato sarà di favorire il godimento di Vivara come un vero e proprio viaggio, con un’autentica “esperienza” naturalistica in quest’angolo di paradiso. In questo modo sarà favorita anche una sua precisa collocazione turistica. Su questo punto c’è piena intesa con il Comitato di Gestione e le Associazioni, e lavoreremo insieme uniti per orientare l’afflusso in questa direzione a tutela dell’isolotto stesso».

L’ex complesso carcerario di Terra Murata è stato, di recente, protagonista di una serie di eventi che, tra l’altro, hanno suscitato qualche polemica. Quale la posizione dell’Amministrazione?

«Palazzo d’Avalos si presta a essere una location di eventi artistico-culturali forse unica nel panorama nazionale. La ricaduta per l’isola sotto il profilo di quel turismo culturale al quale ambiamo, può quindi essere davvero notevole. Pertanto come amministrazione lavoreremo sempre di più in tale direzione perché significativa per lo sviluppo del turismo culturale. Ci aspettiamo proposte in questo senso: la politica è confronto sulle idee e non ingegnarsi in tristi ostruzionismi che alla fine si ritorcono sempre contro chi li compie».

Anche qui le aspettative per la valorizzazione del complesso sotto il profilo turistico sono alte. A che punto siamo?

«La valorizzazione dell’ex complesso carcerario è una grande e impegnativa sfida, ma anche molto stimolante. C’è un piano di valorizzazione per la cui realizzazione ci siamo impegnati col Ministero. In questo senso insieme al Sindaco abbiamo aperto un tavolo con la Regione Campania sul fronte dei finanziamenti pubblici ma anche sul come far partecipare i privati che abbiano voglia di investire. Palazzo d’Avalos già oggi è un forte attrattore in perfetta linea col turismo culturale che connota la nostra isola. E’ inoltre un luogo della memoria molto suggestivo, dal forte impatto emotivo, che per questo motivo pensiamo sia ideale per divenire anche un luogo dove gli artisti possano creare le loro opere tramite un’esperienza creativa da condividere ed a tal fine stiamo contattando istituzioni artistiche per creare sinergie. Puntiamo, inoltre, a dedicare la restante parte anche un polo di ricerca scientifica di livello internazionale. Anche su tale fronte ci stiamo adoperando per creare una piattaforma di soggetti di alto profilo che possano contribuire a far divenire Procida un punto di riferimento importante nel settore scientifico-universitario, con conseguenti positive ricadute economiche sul territorio. Su questi temi apriremo in futuro anche incontri pubblici».

Per quanto riguarda le abitazioni occupate dalle famiglie degli ex agenti di custodia si era aperto un contenzioso. Si sono fatti passi avanti?

«Gli appartamenti in questione sono stati trasferiti dal Ministero al Comune di Procida unitamente all’ex carcere e, dovendo rientrare nel piano di valorizzazione di quest’ultimo, il Ministero stesso aveva revocato la concessione d’uso di questi alloggi alle ex guardie. Il contenzioso che ne è sorto si era già concluso all’atto del nostro insediamento per vizi procedurali. Quindi a luglio, insieme al Sindaco, mi sono premurato di incontrare le famiglie che li occupano da decenni per trovare una soluzione: infatti, da un lato non possiamo non tenere conto dell’esigenza di chi ci abita ma che oggi si ritrova a occupare questi immobili senza un titolo idoneo, e dall’altra il rispetto del piano di valorizzazione. Pertanto cercheremo di contemperare le rispettive esigenze secondo quanto consentito dalla legge».

Potrebbe interessarti

Procida: Insediato il Comitato dei Garanti per il referendum

Di Giuseppe Giaquinto PROCIDA – Presso il Comune di Procida si è tenuto l’insediamento del …

Un commento

  1. Non ho capito quanto tempo ci vorrà affinché i Procidani e gli appassionati daell’Isola possano tornare a vivere Vivara e Terra Murata; inoltre siccome presumo che per realizzare la ristrutturazione e la riqualificazione degli edifici e delle aree interessate occorreranno ingenti risorse, mi chiedo quali sono le fonti cui si intende attingere e se già sono state approntate le procedure per attirare finanziamenti europei e per coinvolgere magari l’Unesco, considerato che Terra Murata possiede, a mio avviso, le caratteristiche per rientrare nel patrimonio culturale mondiale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *