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Istruzioni per l’uso: cosa fare per visitare l’ex carcere di Procida?

carcere procidaCosa fare per visitare l’ex carcere di Procida? Il delegato al turismo Giuseppe Giaquinto dice: “500 procidani hanno visitato l’ex struttura carceraria – Palazzo D’Avalos a Terra Murata nella giornata di domenica 28 e lunedì 29 settembre. Si sono susseguite emozioni, suggestioni, sogni, foto, riprese video, complimenti a più non posso. Adesso per permettere a quelli che si sono già prenotati ed a quelli che desiderano farlo si ricorda che l’accesso sarà consentito a numero programmato nelle giornate di sabato e domenica alle ore 9, alle ore 11 e alle ore 16. Per prenotare la propria visita bisogna inviare una mail a procidaturismo@libero.it con i nominativi dei partecipanti ed un recapito e l’indicazione del giorno e dell’orario prescelto. Oppure potete telefonare all’Ufficio Turismo del Comune di Procida: 081.8967516 – 3356980849.

Intanto si ringrazia quanti hanno contribuito alla perfetta riuscita dei primi due giorni di visita e che daranno il loro prezioso contributo per consentire le ulteriori aperture: Dott. Giacomo Retaggio, Dott. Domenico Ambrosino, Dott.sa Rosalba Iodice, Dott.ssa Angela Larato, Angelo Gaudino, Marco Giaquinto, i ragazzi della Protezione Civile, i Vigili Urbani”.

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Un commento

  1. Inutile dire che Palazzo d’Avalos ha dell’incredibile…era ora che lo facessero visitare,ma, o lasciando le persone da sole, libere di girare per la struttura,ovviamente dove è consentito,o mettendo una guida che parli non solo della storia del Palazzo,che si puo’ trovare tranquillamente in piu’ libri,oppure dell’affacciata rinascimentale,che per carita’,ad essere bella è bella,ma parlando,o meglio raccontando della vita che si svolgeva all’interno del carcere,storie vere,che suscitano emozioni. D’altronde si va a visitare un carcere,non un castello…poco importano i capitelli e via discorrendo. Ci sono tanti ex guardiani,con ricordi,storie sui detenuti,che potrebbero essere messe insieme e raccontate…e poi se dobbiamo dire che c’era la guida.diciamolo,ma tra il dire e il fare…io non ho mai visto guide che camminano e parlano,senza interessarsi se tutti stanno ascoltando,ognuno andava dove voleva,non c’erano controlli,e poi hanno preso i nominativi di tutti i visitatori pur pensando che all’uscita man mano si chiedeva il nome e si cancellava giusto per capire se erano tutti fuori o qualcuno era rimasto ancora all’interno. Procida e’ bella e su questo nulla da dire,ma siamo noi procidani che non siamo portati al turismo..e il fatto piu’ bello e’ che la maggior parte delle volte ci sono cose che non si imparano studiando,ma ascoltando da chi le ha viste,vissute e sofferte. Spero che sia stato cosi’ solo perché si e’ all’inizio,e quindi poco preparati nell’organizzazione,ma su questo solo il tempo ci potra’ rispondere.

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