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Commenti al Vangelo di Domenica 29 maggio 2011

“Parlare di Dio all’uomo d’oggi è impresa difficile. Chi interpreta la situazione come frutto di decadenza e di degrado, pensa di risalire la china ripetendo con più forza il tradizionale discorso, accentuando la retorica della sacralità. Ma”……..V.Mencucci prete

Ti abbraccio con gioia!

Lina

Trentottesimo appuntamento, con la rubrica dedicata ai commenti al vangelo. Eccovi il commento al vangelo di ( Gv 14,15-21) , di questa VI domenica di Pasqua 29 maggio 2011, attraverso il video di p. Alberto Maggi con relativa  trascrizione a scaricare e una riflessione di V. Mencucci.[youtube 4C_bnfBIzSI]

VI DOMENICA DI PASQUA – 29 maggio 2011

PREGHERO’ IL PADRE E VI DARA’ UN ALTRO PARACLITO

Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM

Gv 14,15-21

[In quel tempo] Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.

Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.

Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

La fede nel tempo del disincanto

di Vittorio Mencucci

ANNO A-29 VI Domenica di Pasqua

Il Vangelo di oggi ci prepara alle prossime feste dell’Ascensione e della Pentecoste: Gesù annuncia il suo ritorno al Padre e promette il dono dello Spirito Santo. L’evangelista Giovanni guarda questo scorcio della vita trinitaria in rapporto all’esperienza della vita cristiana. «Chi mi ama, sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui… Se uno mi ama, osserva la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14, 22-23). L’inabitazione del Dio trinitario nel cuore dell’uomo è per Giovanni il vertice della vita cristiana, la fruizione del Bene supremo che appaga ogni desiderio e anticipa la beatitudine eterna. In tutta la civiltà del sacro domina questo ideale.

Ma noi viviamo nella città secolare caratterizzata dall’esperienza del “disincanto”. Così ci avverte Max Weber. L’aureola del sacro e del numinoso è scomparsa dal nostro orizzonte. Rimangono le cose del mondo senza significato, commisurate alla logica della scienza e della tecnologia. Siamo soliti pensare alla tecnologia come a un insieme di strumenti docili alla nostra decisione, in realtà la tecnologia è piuttosto un nuovo orizzonte entro cui ogni cosa, e lo stesso uomo, acquista un senso diverso. Ci offre strumenti efficaci per realizzare i nostri desideri, ma non si cura dei fini e dei valori. Se voglio guarire da una malattia, mi rivolgo al tecnico della salute che certamente è più efficace del vecchio ricorso al sacro, ma una volta guarito non posso chiedere al medico se valga la pena di vivere e che senso abbia la vita. Per la tecnologia non esistono nature immutabili, né limiti invalicabili, il confine del possibile si sposta continuamente, ciò che oggi non è possibile, può divenire possibile nel futuro: sono infrante le colonne d’Ercole con il loro non plus ultra.

Non avendo un proprio scopo, ha fatto suo quello del sistema capitalistico in cui si è inserita: il profitto e il forsennato consumo dei beni materiali. L’indiscusso successo ha imposto il modello della tecnologia alla logica del pensare: i valori sono scomparsi dal nostro orizzonte, sono solo scelte personali, il criterio dell’efficienza è diventato il criterio di ogni orientamento. Il deserto del disincanto ha fatto scomparire dal mondo ogni richiamo alla trascendenza.

Parlare di Dio all’uomo d’oggi è impresa difficile. Chi interpreta la situazione come frutto di decadenza e di degrado, pensa di risalire la china ripetendo con più forza il tradizionale discorso, accentuando la retorica della sacralità. Ma il sacro è diventato per noi insignificante, una moneta fuori corso, che non persuade più nessuno, anzi genera un senso di fastidio. Forse proprio la situazione del consumismo che sommerge l’uomo tra le cose da produrre e consumare, senza lasciargli un margine, fa emergere, quando si riaccende una scintilla del pensare, la domanda di fondo: che senso ha questo forsennato rincorrere il mito dell’accumulazione? Che senso ha la vita? In questa domanda possono ritrovarsi impegnati tanto il credente che l’ateo, o meglio il diversamente credente. È questo un orizzonte comune in cui si può dialogare, mettendo in luce con onestà i limiti e le risorse di ciascuno. Non presumo persuadere nessuno, ma solo esprimere la mia esperienza di fede in un linguaggio che sia significativo e generi rispetto.

Immettersi in questa problematica significa dare un diverso taglio alla propria esperienza di fede, non più nella ritualità del sacro, o nello scambio dei favori con la divinità, ma nel lavoro, nell’amore, nell’impegno sociale in cui si realizza e si incarna il senso del vivere. Se la religiosità si fonda sulla necessità di avere benefici da Dio, la scienza e la tecnologia possono sostituirla e con più efficacia. L’unico terreno solido in cui vivere l’esperienza di fede è la domanda, fondamentale per ogni uomo, come dare senso alla vita e salvare la dignità di persona a prescindere dall’alterna fortuna.

* Prete della diocesi di Senigallia (An), ha insegnato storia e filosofia nei licei statali. Ha fondato e diretto il gruppo “Amici della Filosofia”, è stato presidente della Scuola di Pace “V. Buccelletti” del Comune di Senigallia, è membro dall’Accademia Marchigiana delle Scienze, Lettere e Arti. E-mail: vittoriomencucci@teletu.it

Se vuoi rileggere le riflessioni delle precedenti settimane clicca sui link sotto:

– 15 maggio 2011

– 8 maggio 2011

– 1 maggio 2011

-24 aprile 2011

– 17 aprile 2011

– 10 aprile 2011

– 03 aprile 2011

– 27 marzo 2011

– 20 marzo 2011

– 13 marzo 2011

– 6 marzo 2011

– 27 febbraio 2011

– 20 febbraio 2011

– 13 febbraio 2011

– 6 febbraio 2011

– 30 gennaio 2011

– 23 gennaio 2011

– 16 gennaio 2011

– 09 gennaio 2011

– 06 gennaio 2011

– 2 gennaio 2011

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– 24 ottobre

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– 10 ottobre

– 3 ottobre

– 26 settembre

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