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La lunga e tormentata vicenda delle “case popolari” a Corricella

case popolari corricellaArgomento spinoso e complesso, sia per l’aspetto temporale che sotto il profilo tecnico-amministrativo, quello affrontato dal capogruppo di “Insieme per Procida” Dino Ambrosino in una interrogazione indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale, al Sindaco, al Segretario del Comune di Procida e per conoscenza al dirigente della Sezione Affari Generali nella quale si chiedono chiarimenti in merito alla vendita del fabbricato comunale alla Corricella nato con la destinazione di “case popolari” e poi ceduto ad un privato.

“Premesso che il Comune di Procida, con delibera del C.C. 98 del 29 ottobre 1990, deliberava di approvare il progetto per intervento di consolidamento e recupero edilizio di abitazioni da destinare ad edilizia economica e popolare ai sensi della legge 457/78 in località Marina Corricella, con la delibera n. 21 del 28/05/2009 avente ad oggetto “Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, il Consiglio Comunale, a maggioranza, deliberava di vendere il fabbricato comunale grezzo; nel gennaio 2012 il Comune di Procida indiceva una pubblica asta partendo dalla base di 2.400.000 euro; i primi 3 esperimenti di gara andavano deserti, per cui al quarto tentativo veniva data possibilità di presentare offerte in ribasso sino al 40% del prezzo.

Considerato che in data 29 marzo 2012, la Savine S.r.l. si era resa aggiudicataria, in via definitiva, degli immobili sopra indicati al prezzo di euro 1.471.111,00 di cui euro 120.611,00 erano stati versati alla data dell’asta, euro 700.000,00 sarebbero stati versati alla data di sottoscrizione dell’atto di vendita e, infine, euro 200.000,00 e euro 450.000,00 sarebbero stati corrisposti non prima che il Comune di Procida avesse ottenuto una pronunzia favorevole nell’ultimo grado di giudizio amministrativo contro i ricorsi depositati al TAR Campania dai signori Natale Scotto di Santillo, Ciro Scotto di Santillo e Rosalia De Simone. Con le delibere del Consiglio Comunale 36/2012 e 30/2013 si ribadiva la proprietà comunale dell’immobile, individuando le particelle catastali della consistenza di tale proprietà, con riferimento alle originali espropriate per la realizzazione del bene;

nel corso della definizione dell’atto di vendita sono insorti contenziosi con altri soggetti titolari di diritti precedentemente acquisiti a seguito di atti transattivi sottoscritti dall’Ente in data 04.02.1998, 25/07/2006 e 23/04/2008; che la SAVINE ha prodotto istanza di accertamento e denuncia alla Procura della Repubblica in merito alla legittimità di tali transazioni ed agli abusi edilizi realizzati sulle proprietà cedute dal Comune.

Valutato che dagli atti risulta che la Savine ha presentato una richiesta di risarcimento danni per svariati milioni di euro perché, a suo dire, il Comune di Procida ha venduto e aggiudicato definitivamente una particella catastale già alienata, la cui cessione non era stata né trascritta né citata nel bando d’asta; ha ritardato la sottoscrizione dell’atto di vendita di quasi due anni per cause imputabili al Comune di Procida come del resto viene ricordato da questo Consiglio Comunale in data 27 dicembre 2013; ha sottaciuto nel bando d’asta importanti pendenze giudiziare e tecniche che avevano contribuito a determinare la decisione d’acquisto del fabbricato.

Tanto premesso, interroga per conoscere se è legittima la vendita di un fabbricato realizzato, in seguito ad esproprio, per farne case popolari; i motivi per cui, a parere dell’Amministrazione, non si è ancora conclusa la procedura di vendita del fabbricato comunale a Marina Corricella, considerata l’urgenza di reperire risorse economiche e la necessità di queste somme per sostenere gli equilibri di bilancio; cosa intende fare l’Amministrazione Comunale per risolvere al più presto il contenzioso ed evitare di aggravare l’Ente di potenziali nuove responsabilità ed oneri”.

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2 commenti

  1. LE CASE “POPOLARI” ALLA CORICELLA SONO IL FRUTTO E RISPECCHIANO L’ANDAZZO DELLE AMMINISTRAZIONI CHE SI SONO SUCCEDUTE NEGLI ULTIMI ANNI. L’ECO MOSTRO ERA UNA VERGINELLA RISPETTO A QUELLO CHE HA PARTORITO IL COMUNE DI PROCIDA. NATE PER ESSERE CASE POPOLARI NON HANNO VISTO MAI LA LUCE IN TAL SENSO. QUESTE CASE PERDEVANO PEZZI MAN MANO CHE ANDAVANO AVANTI. FINO A GIUNGERE ALL’ULTIMO ATTO, CON LA VENDITA DELLA COSTRUZIONE. E QUA’ LA CILIEGINA SULLA TORTA. IL COMUNE NON HA INCASSATO UN SOLDO. HA SPESO GIA MIGLIAIA DI EURO E CHISSA QUANTI NE DOVRA SBORSARE ANCORA TANTO PAGANO I PROCIDANI.

  2. uno schifo completo!

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