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La lunga telefonata tra gli ostaggi della Savina Caylyn e LiberoReporter.

Da Liberoreporter.it

Ieri 25 ottobre dalla nave Savina Caylyn, di proprietà della Fratelli D’Amato di Napoli, sequestrata l’8 febbraio nell’Oceano Indiano, ci raggiunge una telefonata allarmante. I pirati hanno concesso agli ostaggi di chiamare la nostra redazione per spiegare ciò che accade a bordo. Come tutte le telefonate, a scanso di equivoci e malintesi, la conversazione è stata registrata.

In coscienza non avremmo voluto divulgare la registrazione per non permettere agli sciacalli che avanzano immancabilmente in queste occasioni, di manipolare i fatti, i tempi e la fonte, come è già stato da noi denunciato alle Autorità competenti, diverse volte. Immaginavamo che l’esattezza delle nostre informazioni fino ad oggi pubblicate, fossero sufficienti per non confonderci con i molti che distorcono e modificano i fatti. Non è bastato l’articolo pubblicato subito dopo la chiusura della conversazione con gli ostaggi, ed esattamente con il direttore di macchine Antonio Verrecchia e il primo ufficiale di coperta Eugenio Bon, per rendere nota la condizione che devono subire i rapiti a bordo della Savina Caylyn. La maggior parte delle famiglie sono state informate tempestivamente, ancor prima della pubblicazione dell’articolo sul quotidiano on line www.liberoreporter.it, come è nostra abitudine fare e come i tabulati telefonici possono evidenziare. Meravigliati dalle dichiarazioni dei parenti di alcuni ostaggi che addirittura hanno rilasciato interviste ad altri media definendo “sciocchezze” il fatto che i loro cari siano stati portati a terra, oppure non confermando la veridicità di quanto da noi dichiarato, salvo poi usarci come strumento di conforto in altri momenti, siamo costretti a pubblicare la registrazione, per lo meno in parte, visto che il dialogo è durato quasi un’ora. Riteniamo che ci siano gravi motivi che spingono alcuni familiari ad assumere tali comportamenti, nonostante gli allarmanti avvisi che giungono dal mare dei pirati. Non credono agli appelli dei loro stessi consanguinei? Allarmante tanto quanto gli appelli stessi.

Ecco l’ennesimo file audio
audio telefonata Liberoreporter.it

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