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La partecipazione democratica

partecipazione democraticaConsiderato che siamo in campagna elettorale e che, prima o poi, si dovrà pur parlare di qualche contenuto programmatico, come spunto di riflessione e discussione, ci piace sottoporvi la parte dello Statuto del Comune di Cittadella, in provincia di Padova, in cui si regolamenta la “partecipazione democratica”. Per farsi un’idea completa a questo link troverete lo Statuto del Comune di Procida

ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE COLLETTIVA

art. 16 (Istituti di partecipazione)

  1. Il Comune riconosce nel diritto ai cittadini a partecipare alle funzioni ed alle scelte amministrative, la condizione essenziale di legittimazione della propria azione.
  2. Gli istituti di partecipazione dei cittadini alle scelte ed alle funzioni amministrative sono:

* assemblee della popolazione;

* le forme associative e l’organizzazione del volontariato;

* l’iniziativa e l’azione popolare;

* il referendum.

art. 17 (Assemblee della popolazione)

  1. Il Comune promuove la consultazione della popolazione a mezzo di assemblee pubbliche finalizzate a migliorare la comunicazione e la reciproca informazione tra la popolazione e l’amministrazione in ordine a fatti, problemi ed iniziative che investono la tutela dei diritti dei cittadini e gli interessi collettivi.
  2. Le assemblee sono convocate autonomamente dal Sindaco .
  3. Possono altresì essere convocate dal Sindaco o su richiesta di almeno 100 elettori. L’eventuale mancata convocazione deve avvenire con atto motivato.

art. 18 (Forme associative e albo)

  1. Il Comune riconosce, promuove e sostiene le libere forme associative e le organizzazioni del volontariato, assicurandone la partecipazione attiva alla vita amministrativa.
  2. A tale scopo è istituito l’Albo delle forme associative. I criteri e le modalità per l’iscrizione verranno disciplinati da apposito regolamento dell’ente.
  3. Le Associazioni potranno essere consultate e fare proposte nelle materie di competenza.

Potranno inoltre chiedere:

* il patrocinio del Comune per le manifestazioni o attività dalle stesse organizzate;

* di accedere alle strutture, ai servizi ed alle pubblicazioni comunali;

* di disporre di idonei locali per sedi incontri e convegni.

art. 19 (Iniziativa e azione popolare)

  1. I cittadini, quali singoli o in forma associata, possono intervenire direttamente negli atti e nelle materie di pertinenza dell’Amministrazione Comunale, attraverso le seguenti forme di iniziativa popolare:

* proposte di deliberazione per gli organi dell’ente;

* istanza per richiedere l’emanazione di un atto o di un provvedimento;

* petizione per attivare l’iniziativa su questioni di interesse collettivo;

* interrogazioni per richiedere le motivazioni e giustificazioni di un determinato comportamento o azione amministrativa;

* consultazioni e referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

  1. Le istanze, le petizioni, le proposte di deliberazione devono essere presentate al Sindaco, il quale trasmette entro 10 giorni gli atti all’ufficio preposto per l’istruttoria. L’ufficio competente, entro i successivi 30 giorni, comunica l’esito dell’istruttoria al Sindaco, il quale provvede a fornire motivata risposta ai richiedenti, specificando sia le ragioni dell’accoglimento, sia le ragioni del diniego di accoglimento.
  2. Le forme di comunicazione delle istanze e delle petizioni e proposte di deliberazione al Consiglio comunale devono essere previste dal regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale.
  3. Ciascun elettore può far valere in giudizio le azioni ed i ricorsi che spettano al Comune. Il giudice ordina l’integrazione del contraddittorio nei confronti del Comune. In caso di soccombenza, le spese sono a carico di chi ha promosso l’azione o il ricorso, salvo che il Comune costituendosi abbia aderito alle azioni e ai ricorsi promossi dall’elettore.
  4. Le associazioni di protezione ambientale di cui all’articolo 13 della legge 8 luglio 1986 n. 349 possono proporre azioni risarcitorie di competenza del giudice ordinario che spettino al Comune, conseguenti a danno ambientale. L’eventuale risarcimento è liquidato in favore dell’ente sostituito e le spese processuali sono liquidate in favore o a carico dell’associazione.

art. 20 (Il referendum consultivo)

  1. E’ ammesso referendum consultivo sulle materie di esclusiva competenza comunale quando lo richieda il 15% degli elettori del Comune .
  2. Non è ammesso referendum sul bilancio, su materia tributaria e tariffaria o su provvedimenti vincolati per disposizione di legge.
  3. La richiesta deve contenere il quesito da sottoporre agli elettori, iscritti nelle liste elettorali del Comune , espresso con chiarezza.
  4. Non è ammissibile un quesito su oggetto già sottoposto a referendum nella medesima legislatura.
  5. Il Sindaco indice il referendum previa deliberazione della Giunta Comunale che ne dichiara l’ammissibilità.
  6. Le modalità di svolgimento del referendum sono disciplinate da apposito regolamento.
  7. Entro 60 giorni dalla proclamazione del risultato da parte del Sindaco il Consiglio delibera i relativi e conseguenti atti di indirizzo. Il mancato recepimento delle indicazioni referendarie deve essere deliberato con adeguate motivazioni dalla maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati al Comune.

SEZIONE II

INFORMAZIONI AI CITTADINI E TRASPARENZA AMMINISTRATIVA

Art. 21 – (Accesso agli atti)

  1. Il Comune assicura a tutti i cittadini il diritto di accesso ai documenti amministrativi in conformità a quanto previsto dalla legge e con le modalità previste dal regolamento.
  2. Possono essere sottratti all’accesso unicamente gli atti riservati per espressa indicazione di legge o per temporanea e motivata dichiarazione del Sindaco.

Art. 22 – (Informazione ai cittadini)

  1. Il Comune cura la più completa informazione ai cittadini attraverso ogni forma di comunicazione, anche telematica, e comunque assicura il mantenimento di un ufficio di informazione al cittadino e la pubblicazione periodica di un bollettino informativo sulle principali attività di interesse comune.

Art. 23 – (Diritti di informazione delle associazioni)

  1. Le associazioni iscritte nel registro municipale possono:

* ritirare presso il municipio copia degli avvisi di convocazione degli organi collegiali per la trattazione di argomenti attinenti agli scopi propri dell’associazione, nonché copia dei provvedimenti adottati;

* ricevere nella propria sede sociale o presso il municipio le pubblicazioni del Comune, anche periodiche, relative a questioni attinenti agli scopi sociali.

  1. I comitati spontanei regolarmente costituiti possono chiedere e ritirare solo atti di specifica pertinenza dello stesso.

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