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“La Procida che Vorrei”, andare avanti senza compromessi

michele romanoDi Michele Romano

L’ingresso dell’inverno ha creato una atmosfera di “magia democratica” dentro il tessuto socio-politico procidano attraverso l’ampia e significativa partecipazione popolare alle primarie indette dalla lista “La Procida che Vorrei” per scegliere il candidato a Sindaco alle elezioni comunali della prossima primavera. Il sorprendente afflusso ha offerto il segnale che, dal “cono d’ombra” del vissuto quotidiano, si alza una forte ed ansiosa richiesta di cambiamento delle modalità di governo prodotte in questi anni. In tal senso è sufficiente osservare in quale stato di incuria sono ridotti i servizi socio-sanitari, della pubblica amministrazione, dei trasporti, in quale preoccupante precarietà si sono incuneate la vivibilità, il dissesto ambientale, lo sfilacciamento franoso delle coste e delle spiagge, in quale dimensione turbativa, depressiva ed a volte drammaticamente ringhiose, si esplicano le vicissitudini esistenziali di tanta gioventù, di tanti nuclei familiari, di tanti anziani, in altri termini una collettività disorientata e senza alcuna linea guida per il prossimo futuro. Ecco che aspetta i protagonisti della primarie e, in primo luogo, all’indiscutibile vincitore, Dino Ambrosino, quella di costruire in questi mesi che precedono il voto, sentieri di fiducia, di speranza, di entusiasmo tanto da offrire consapevolezza ai cittadini di diventare produttori di un vissuto qualitativamente migliore. Mi permetto di dare un suggerimento, per non disperdere il patrimonio e il tesoretto accumulato alle primarie, di non farsi irretire nelle pastoie del politicume, dando ascolto al canto delle sirene che, per vincere, bisogna fare accordi con pezzi dell’altra sponda, che mi sembrano più espressione del “mondo di mezzo” che interlocutori politici degni di questo nome. Al contrario, utilizzando una terminologia marinara, lasciare la sponda limacciosa e navigare in mare aperto alla ricerca di elementi giovani motivati, dal profilo umano e professionale profondamente corposi e significativi, di cui se si guarda bene dentro le “domus” della polis micaelica, ne emergono una messe abbondante. Altrimenti la vicenda corre il serio rischio di derubricarsi in una tragicomica farsa gattopardesca immergendo la come ci indica Blaise Pascal, l’agire umano si basa su una scommessa, soprattutto a fin di bene, per cui vale la pena metterla in campo.

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3 commenti

  1. concordo pienamente con l’amico Romano sulla grande occasione che si offre al territorio Procidano. Indipendentemente da come sarà poi il risultato finale se si saprà dare una immagine propositiva e VERAMENTE rivolta al territorio ed alla sua piena valorizzazione, allora si che ne vedremo delle belle. Per ora, e per trovare i giusti valori, nettiamo in torno ad un tavolo comune i tre candidati, uniamo le loro forze, guardiamo le spiagge e le strade. Pensiamo ai tre cardini base di ogni società civile: la scuola, i servizi e la sanità. Pensiamo al valore turismo non come benessere per pochi, ma come territorio PULITO e fruibile da tutti

  2. Ma costui dove vive? Sta sempre a dare il suo giudizio filosofico del …… Che nessuno gli chiede!!! Ma davvero pensava di fare il sindaco col sigaretto in bocca e con la filosofia???

  3. Forse Romano

    ha ragione a dire che c’è bisogno di nuove energie,ma,a mio parere,liquidare il tutto paventando un ipotetico scenario dove ,da una parte ,ci sono tutti bravi(la sinistra..) e l’altra,tutta da buttare,mi sembra ,francamente,inaccettabile.

    Basti vedere la foto del ” COMUNISTA ” On. Cozzolino sponsorizzare una presunta nuova lista, con esponenti che tutto sono,tranne che comunisti(almeno, a mio giudizio),per rendersi conto che non è proprio comu michele dice.

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