Non lo avevo detto neppure a mia moglie. Né agli amici seduti al mio tavolo. Volevo che tutto accadesse con naturalezza, come una piccola sorpresa capace di generare stupore. Tutto è nato da un’intuizione: donare arte, accendere l’attenzione, dare vita a un gesto collettivo capace di creare connessione, empatia, bellezza.
Nella sera più celebrata dell’estate, qualcosa di inaspettato è accaduto, a pochi passi dal mare, tra i tavoli all’aperto del ristorante Gorgonia, alla Corricella. Un piccolo esperimento sociale, fatto di arte, attesa e contatto mano.
Nei giorni precedenti, con la complicità appassionata del proprietario, il mitico Aniello, e la generosità dello staff, ho preparato i Cuori di Mare: gusci di cozza decorati a mano, ognuno con il nome di un ospite per ogni tavolo.
Oggetti fragili, destinati all’oblio, che rinascono attraverso la fantasia per diventare doni simbolici, preziosi, unici. La pergamena che li accompagnava raccontava proprio questa rinascita. E poi, una proposta: alle 22, senza lasciare il tavolo, alzarsi in piedi, scambiarsi un sorriso e unirsi in un applauso collettivo.
Un applauso-preghiera, laico e gentile, dedicato a noi stessi, alla Bellezza, all’Arte che ci unisce, al nostro mondo ferito e ai nostri sogni più belli.
L’applauso c’è stato. Lungo, spontaneo, intenso. Un momento semplice e potente, che ha emozionato molti. Tanti gli ospiti che si sono avvicinati per ringraziare.
Il video allegato lo racconta meglio di mille parole.
Perché sì, può accadere che anche solo un semplice guscio faccia sbocciare un sorriso. E un applauso. E un senso di appartenenza a qualcosa di bello.
E forse — chissà — la serata di Ferragosto è stata solo l’inizio.
Enrico Scotto di Carlo
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