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Lavoro marittimo: costruttivo confronto sull’isola di Arturo

PROCIDA – Sabato 30 settembre, presso la sala consiliare “V. Parascandola” si è tenuta un’intensa e, ci auguriamo, produttiva giornata di confronto sulle tante questioni aperte che interessano il lavoro marittimo con un parterre estremamente qualificato. Dopo il saluto istituzionale del Sindaco Raimondo Ambrosino, l’apertura dei lavori è stata affidata all’assessore al lavoro marittimo avv. Antonio Carannante a seguire il C. V. (C.P.) Antonio Raffaele Caporaso, Comando generale del corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera –; C.F. (C.P.) Pasquale Palascandolo, Capitaneria di Porto di Napoli sezione Gente di mare; l’On. Anna Maria Carloni, componente della Commissione parlamentare trasporti; dott.ssa Rosalba Bonanni, MIUR, Direzione generale istruzione e formazione tecnica superiore; prof.ssa Maria Saletta Longobardo, Dirigente scolastico Istituto “F. Caracciolo – G. da Procida”; dott. Vincenzo Onorato,  dott. Salvatore D’Amico, dott. Giuseppe D’Amato, armatori; il D. M. Giovanni Paudice, il Cap. Nicola Salvemini; il comandante Fabio Pagano, Pilota del porto di Livorno – Rappresentante del Circolo Capitani e Macchinisti di Procida.

Per approfondire le argomentazioni dibattute, che proporremo in diversi momenti considerato l’estrema ampiezza dei temi, abbiamo approfondito con due protagonisti dell’iniziativa: l’assessore al lavoro marittimo Antonio Carannante e il comandante Fabio Pagano, iniziando con le proposte affidate all’On Anna Maria Carloni, componente della Commissione parlamentare trasporti, perché se ne faccia portavoce nelle sedi competenti.

Il Decreto del 22 novembre 2016 del Ministero Delle Infrastrutture e dei Trasporti stabilisce: Programmi di esame per il conseguimento delle certificazioni di competenza e delle certificazioni di addestramento per gli iscritti alla gente di mare. In questo nuovo decreto molte sono state le varianti rispetto al precedente del 17 dicembre 2007 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, come ad esempio: i tempi per ottenere l’abilitazione professionale che, a mio avviso e dei marittimi, si sono allungati tantissimo, per una serie di motivazioni; pertanto in questa sede vorrei porre l’attenzione su 3 punti  e proporre eventuali cambiamenti, sempre nell’ottica della fattibilità, al fine di ridurre le tempistiche: all’art. 6 “Accertamento delle competenze e superamento esami” il punto 3 recita: “Qualora il candidato non abbia superato una delle prove previste, può ripeterla entro 12 mesi dalla data di effettuazione della stessa. Nel caso in cui il candidato non ripeta la prova oppure consegua nuovamente un esito negativo, deve ripetere tutte le prove di esame previste per il certificato di competenza o addestramento da conseguire”

«Analizzando questo punto e considerando anche la circolare del 10 agosto – sottolineano Carannante e Pagano – la tempistica per il rilascio del titolo professionale si allunga moltissimo, in particolare in seguito a quanto riportato alla fine della suddetta circolare “In caso di più domande contemporanee, vale il criterio cronologico”. La nostra proposta è quella di apportare qualche modifica nell’iter come segue: le prove in cui il candidato è risultato idoneo, potrebbero essere utilizzate come crediti nelle future sessioni d’esame dove sarà quindi possibile completare l’iter per il conseguimento dell’abilitazione.

Ogni qualvolta il candidato supera una prova, la Direzione Marittima interessata potrebbe rilasciare una dichiarazione attestante il superamento o meno della prova in questione, che il candidato dovrà esibire nella Direzione Marittima dove si presenterà per sostenere la prova successiva».

Rendere valide le prove effettuate nelle varie Direzioni Marittime, ridurrebbe sensibilmente i tempi sia per gli addetti ai lavori sia per i candidati riducendo di quest’ultimi anche i tempi di disoccupazione.

Al Titolo II (sezione coperta) e al Titolo III (sezione macchina) del suddetto decreto sono riportati tempi, modalità e programmi a cui i candidati, devono essere sottoposti, in particolare per la prova d’Inglese tecnico (prova scritta e orale) è fissato un tempo massimo di 60 minuti mentre nel precedente decreto ministeriale erano 90 minuti

«A nostro avviso – sottolineano Carannante e Pagano – il tempo di 60 minuti non risulta essere soddisfacente poiché, da esperienza personale, essendo stato membro delle commissioni di esami, il candidato non ha la possibilità di rispondere in modo esaustivo e corretto a quanto gli viene richiesto.

Pertanto è auspicabile che il tempo da destinare alla prova sia di 90 minuti stabilendo ad esempio che 60 minuti vengano utilizzati per la prova scritta e i restanti 30 per la prova orale.

Sempre in questo decreto l’art.4 “Composizione della commissione di esame per i certificati di competenza”.

Si verifica spesso che intercorra troppo tempo tra una prova ed un’altra, questo perché la disponibilità dei vari membri delle commissioni non coincide.

Si potrebbe creare un data base con tutti i membri opportunamente selezionati e in possesso dei requisiti previsti; così nel momento in cui coloro che vengono convocati dalla locale Autorità Marittima non sono disponibili o danno una parziale disponibilità, è possibile sostituirli attingendo membri abilitati dalla suddetta banca dati. Tutto ciò ridurrebbe inevitabilmente i tempi». (continua)

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