Le prime Grazielle – Luoghi e volti dell’isola di Anna Rosaria Meglio

PROCIDA – A poche ore dalla proclamazione di Soraya Forte quale “Graziella 2022”, domani giovedì 28 luglio alle ore 19,00, presso il Palazzo Ferraioli in via Marcello Scotti 22, si terrà la presentazione del libro “Le Prime Grazielle – Luoghi e volti dell’isola” scritto da Anna Rosaria Meglio per IOD Edizioni. Interverranno: Michele Assante del Leccese, delegato alla cultura del Comune di Procida, Sergio Zazzera, Franco Lista, Angela Rosato, Maria Rosaria di Stefano, coordina Anna Galdieri Pagano. Per saperne di più abbiamo avuto modo di incontrare la scrittrice Anna Rosaria Meglio, donna caparbia e sensibile che, attraverso la sua scrittura semplice, riesce a colpire diritto al cuore dei suoi lettori.

Cosa ti ha spinto a scrivere un libro sulle Grazielle?

«Tengo molto a ripresentare la seconda edizione del mio libro “Storia di Procida Le Prime Grazielle Volti e Luoghi della mia isola” oggi che Procida è Capitale Della Cultura Italiana 2022. Ricordo con immenso affetto e gratitudine il loro raccontarsi, l’entusiasmo che entrò nel mio cuore quando l’amico scrittore Prof. Pasquale Lubrano Lavadera mi propose di andare a intervistare le Grazielle degli anni passati e qualcuna degli anni ‘60 e ‘70. In quel periodo scrivevo sulla rivista “Espressioni Procidane” facendo parte della redazione dell’Associazione Culturale L’Isola di Graziella Fondata proprio dal prof. Pasquale Lubrano Lavadera. Le prime interviste furono per me un mettermi alla prova, cosa che andò molto bene».

Dall’incontro con le Grazielle chi e cosa ti ha colpito di più?

«Ogni Graziella è rimasta nel mio cuore. Incontrai per prima la Signora Maria Macchiavelli, eletta nel 1950. Era un pomeriggio autunnale e alle 16,00 in punto bussai alla sua porta così come era fissato l’appuntamento preso giorni precedenti. Mi aprì e mi diede il benvenuto… ci sedemmo e iniziai la mia intervista.  Mentre parlava vedevo nei suoi occhi la felicità di raccontarsi, mi offrì un caldo caffè e continuai a scrivere ciò che mi diceva circa la bellezza di quei giorni ormai lontani. Ora la Signora è anziana ma sempre tanto dolce e bella per i suoi amati figli e nipoti. Questa prima esperienza mi è rimasta nel cuore come tutte le altre, ho trovato in loro buona educazione, vivere nella semplicità, portare avanti il grande valore dell’amicizia, sapersi donare agli altri, amare molto, avere fiducia nei giovani, avere grande serenità, gioia di vivere con la saggezza delle madri».

Hai mai partecipato al concorso di “Graziella” e, se no, perché?

«In verità non ho mai partecipato perché mio padre non voleva. Lui era rimasto vedovo a soli 49 anni e per i suoi sette figli doveva fare da madre e da padre. Ricordo che quando arrivava il periodo della Sagra del mare si presentava puntualmente a casa il Dottore Vittorio Parascandola per parlare con mio padre e gli diceva: ”Salve Salvatore  guarda che bel vestito ho portato per farlo indossare a una delle vostre figlie”. Papà rimaneva muto e il dottore, che si interessava della manifestazione incalzava dicendo che sicuramente una di noi sarebbe stata eletta ma lui era irremovibile e rispondeva: “Le mie figli sono belle per me e non devono sfilare. Vi ringrazio che ogni anno venite a salutarmi!!”. Cosi troncava il discorso senza che noi figlie dicessimo niente. Era giusto così».

Cosa differenzia, se differenza c’è, le Grazielle di qualche anno fa con quelle del terzo millennio?

«Non trovo differenza alcuna. Le Grazielle del secolo scorso, forse, erano più schiette. Le giovani del terzo millennio sono avanti anni luce. Studiano, lavorano, inseguendo i loro sogni, sono belle allegre e cavalcano l’onda dei tempi».

Concludendo Anna Rosaria, quanto dello spirito di Graziella c’è nelle tue poesie che parlano tanto d’amore?

«Nelle mie poesie il punto fermo è l’amore e Graziella è un simbolo dell’amore! Nell’amore trovi la bellezza dei cuori, il rispetto per il creato. Se riusciamo a comprenderlo siamo tutti in una botte di ferro».

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