Lettera a De Luca: L’ospedale di Procida deve avere un pronto soccorso attivo

Al Presidente Della Regione Campania Dott. Vincenzo De Luca Procida 6 maggio 2022

Egregio signor Presidente, buongiorno. Mi presento. Sono Anna Meglio di Procida.  Le scrivo questa lettera per dirle che negli anni ‘70-80 ho vissuto con mio marito a Mercato San Severino, in provincia di Salerno.  L’ho ammirata tanto nel Suo svolgere il mandato da Primo Cittadino, ha rinnovato tutta la Città Salernitana, abbellendo la piazza della Concordia con alberi e fiori.  E a Natale con quelle belle luminarie, che per anni hanno attirato tante persone. Da città vicine venivano a vedere e guardare quelle luci e quei colori con effetti speciali, che tanto piacevano ai bambini. Oggi che è Presidente della Campania, anche a Napoli e dintorni sta lavorando sodo. Tante sono le cose belle e funzionanti che sta elaborando! Ammirevole è il suo sapere fare e muoversi in tante situazioni.  Per esempio con la pandemia è stato il primo a guardare in fondo alla grave situazione, che si è abbattuta su Napoli e provincia. Con il suo sapere agire ci siamo risparmiati tanti morti. Certo! Ci sono stati morti, anche da noi a Napoli. Ma Lei lavora sempre a testa alta. Nel 1993 io e la mia famiglia facemmo ritorno a Procida, l’isola da me tanto amata. La fabbrica chimica, dove lavorava mio marito, andò in fallimento, e fu chiusa. La ringrazio per la forte mano che ha dato a Procida, affinché diventasse l’isola della cultura italiana 2022. La ringrazio di cuore per questo privilegio a noi assegnato. Procida merita questo e altro, perché da sempre è stata un’isola al passo con i tempi. Essendo popolata da tanti marittimi, che a loro volta hanno portato sull’isola economia, e modi di pensare diversamente. Hanno girato il mondo con tutti i mari, apportando cultura. In ogni campo Procida Risponde!  Le scrivo questa accorata lettera per il nostro ospedale, che manca di tante attrezzature, medici che devono restare la sera facendo i turni. L’ospedale deve avere un pronto soccorso attivo, fornito di tutto, come tutti gli ospedali di Napoli e non un semplice primo soccorso che non serve. Lo scorso mese siamo diventati isola della cultura e già stiamo attirando tante persone per visitarla. Tra poco siamo in estate e normalmente ci raddoppiamo tra isolani e turisti. Essere una isola della cultura e non avere un ospedale operante, essere l’una isola della cultura e non avere l’opportunità di un nosocomio all’altezza di tanta gente, è un pugno nello stomaco.  Carissimo signor Presidente le parlo con il cuore in mano. Faccia questo lavoro. La ringrazierà tutta l’isola e tutti i suoi isolani. Ci sono persone che non hanno nessuno, persone anziane che non possono muoversi né fisicamente né psicologicamente. La prego, ascolti questa mia richiesta. Siamo isolani e tante volte d’inverno c’è mare agitato e i traghetti non partono, c’è forte vento e neanche l’elicottero può arrivare.  Che fare? Pregare che ci vada bene? Ma purtroppo tante volte è andata male. Se eravamo più attrezzati può darsi che andava bene. Aspetto sua risposta, Lei è un uomo in gamba e sa come muoversi Le auguro Che San Giuseppe Patriarca del Lavoro, La guidi sempre nel Bene.

Grazie. Con Stima e osservanza la saluto. Anna Rosaria Meglio

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