Nel progetto “Oasi”, incentrato sulle strategie di comunicazione e l’ambiente, promosso dall’università Orientale di Napoli, svoltosi a Procida nel palazzo della cultura a Terra Murata, parte integrante e fondante tra i vari incontri ed eventi, è stata questa rappresentazione. In un misto tra monologo e lezione universitaria Vincenzo Cerami racconta e spiega l’importanza della parola in funzione comunicativa ed espressiva.La passione per la scrittura è nata in lui a 11 anni grazie a Pierpaolo Pasolini, suo professore d’italiano alle scuole medie, che gli fece scoprire l’amore per la poesia. Le parole gli hanno fatto scoprire e convivere con le arti, scrivere era come una via di fuga; ma inventare storie sottraeva del tempo a vivere le storie nella realtà.
Una carriera infinita, intensa, fatta, di nomi, eventi luoghi e tanti ricordi autobiografici è quella di Cerami. Da giornalista al Messaggero, aiuto regista, poi, nei film di Pierpaolo Pisolini “Teorema”, “Il vangelo secondo Matteo” e “Uccellacci e uccellini”, in cui conobbe il grande Totò e grazie a lui conobbe il senso della comicità pura.
La sua prima opera letteraria è stata “Un borghese piccolo piccolo”(1976), in cui racconta la vita di Giovanni Vivaldi, un rappresentante della classe borghese, ormai vuota e priva di ogni sostanza e che recita dei rituali e delle convenzioni tipici della sua classe. Quest’opera è stata successivamente rappresentata cinematograficamente da Monicelli ed Alberto Sordi nel ruolo del protagonista dell’opera. Oltre alla letteratura, Vincenzo Cerami si è espresso ad elevati livelli anche attraverso il cinema.
Noto per le sceneggiature dei film di Roberto Benigni come “Johnny Stecchino”, “Il Mostro”, “Pinocchio”, “La vita è bella”, Cerami ha conosciuto e lavorato con mostri sacri come Gianni Amelio, Marco Bellocchio, Giuseppe Bertolucci.
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