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Mare mosso al Marina di Procida. Lo sfogo e le ragioni del direttore del porto turistico, geom. Michele Scotto

Di Manuela Intartaglia“Non mi sento più in famiglia…  il Marina di Procida è un gruppo unito, la pensiamo allo stesso modo e lavoriamo in armonia. La decurtazione dello stipendio e il mancato rinnovo del contratto ai dipendenti stagionali, ha spezzato proprio  questa armonia che ci contraddistingue” – Michele Scotto, direttore del Porto Turistico,  racconta il suo sfogo. Il nuovo porto turistico di Procida, uno dei marina della Rete Italia Navigando, inaugurato a luglio del 2008, ha visto raddoppiare le presenze nella stagione 2009, e confermare le  prenotazioni per l’ormeggio invernale. Merito  delle offerte promozionali “Terzo giorno gratuito” e “Last Minute Agosto”, ma tante altre ancora, che hanno incontrato il favore dei diportisti ma, e sopratutto, grazie alla strategia di marketing inaugurata dall’ ing. Renato Marconi (ex amministratore delegato)  e l’ impegno dell’ equipe isolana che ha sempre dato “di più” del dovuto.

Il 18 settembre 2009, l’ Ufficio Stampa di Italia Navigando S.p.A., rilasciava questa dichiarazione: Il neo amministratore delegato della società, Massimo Marra Marcozzi, punta per il prossimo anno a consolidare i risultati raggiunti e ad allargare il mercato di riferimento, è anche previsto il potenziamento dei servizi a terra.

Queste nobili intenzioni però vanno in contrapposizione con i fatti invece verificati: la decurtazione dello stipendio e il mancato rinnovo del contratto ai dipendenti stagionali. È infatti difficile prevedere un miglioramento del servizio e il consolidamento dei risultati ottenuti se alla forza lavoro della società non è garantita la serenità e la sicurezza di un pur minimo stipendio.

Ma facciamo un passo indietro. Il direttore del porto ci racconta come hanno conquistato questi “famosi” 120 euro, si tratta di un premio produttività riconosciuto loro dall’ ex amministratore delegato ing. Renato Marconi. Sono tanti, forse troppi gli aneddoti e le storie che Michele può raccontarci, i suoi ragazzi più volte hanno scongiurato dei disastri per via di mareggiate e venti forti. Troppe volte hanno prestato il loro servizio in maniera gratuita e volontaria nei momenti di necessità.

Ma tutto questo non era passato inosservato al vecchio amministratore delegato, con cui Michele aveva instaurato un rapporto di fiducia e di stima, basato sul dialogo e l’ intesa. “Mi dispiace essere polemico nei confronti del nuovo amministratore, ma la sicurezza è argomento troppo importante.

Fino a pochi anni fa la zona retrostante lo specchio d’ acqua ora occupata dal Marina di Procida, era terra di nessuno.  Ancora oggi ci capita di incontrare difficoltà con persone che non “accettano” ben volentieri la nostra presenza.

Non possiamo rischiare di trovarci in carenza di personale – lo sfogo del direttore – noi non vogliamo rompere con l’ azienda, infatti il nostro è uno sciopero “morale”, siamo presenti al lavoro e garantiamo tutti servizi portuali. auspichiamo il ripristino del numero minimo indispensabile, necessario a coprire i turni, auspichiamo quindi il rinnovo del contratto agli stagionali- continua Michele – e se sarà un nostro diritto, ci batteremo per il rientro dei 120 euro in busta paga.

Abbiamo contattato un legale, competente in materia di lavoro, che ci informerà dei nostri diritti, ma non è nostra intenzione procedere con azioni legali” – conclude il direttore. Sono ormai diversi giorni che la “vicenda” del Marina di Procida occupa le pagine dei giornali, locali e nazionali, ma dall’ amministratore delegato di Procida Navigando S.p.a nessuna risposta, nessun commento.

Ci auguriamo tutti che la sostituzione improvvisa e senza preavviso dell’ amministratore delegato sia solo una manovra politica, essendo Italia Navigando un’ appendice di Sviluppo Italia, e non un gioco pericoloso, dove a pagarne le spese potrebbero essere proprio i nostri concittadini dipendenti della società. Qualcuno sarà già pronto ad additarli perché “favoriti” da qualche politico locale, ma i ragazzi lavorano sodo, per uno stipendio che raggiunge  a stento i mille euro mensili…qualcuno darà la colpa alla vendita del porto,peccato però che non c’ è stata e che comunque nulla centra in tutto questo, ma si sà da noi la disinformazione è notizia.

Fonte IL GOLFO

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