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Procida: 1 Marzo quattro ore di sciopero del trasporto pubblico.

Con la mobilitazione e lo sciopero dell’intero settore proclamato per il 1 marzo, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti chiedono una profonda correzione delle scelte che il Governo sta attuando e rivendicano l’apertura di un confronto di merito per le pesanti conseguenze che tali scelte, se non corrette, hanno sulle lavoratrici e i lavoratori del settore, già pesantemente colpiti dalla crisi economica.
“Il cosiddetto “Decreto Cresci Italia” – sostengono le associazioni dei lavoratori – non contiene alcun elemento di programmazione pubblica e di politica dei trasporti, che continuano ad essere, da ormai oltre un decennio, i grandi assenti nelle fondamentali decisioni economiche, industriali e sociali che riguardano il Paese.
Nulla per cambiare strutturalmente le situazioni di disequilibrio tra le varie modalità di trasporto, né per il rilancio del trasporto collettivo nella mobilità locale delle persone.
Ancora una volta, invece, vengono proposti interventi parziali, non organici, mentre la crisi economica e la pesante recessione in atto richiedono interventi concreti per favorire la crescita e, in questa direzione, i trasporti possono essere una leva decisiva sul versante degli investimenti infrastrutturali, selezionando ed utilizzando al meglio e rapidamente le poche risorse finanziarie disponibili.
Oggi, ancora più che nel recente passato, una politica per i trasporti è necessaria. La crisi economica va affrontata anche riconoscendo al sistema dei trasporti il suo valore sociale ed economico.
Diversamente, il sistema produttivo nazionale continuerà a patire l’inefficienza economica dei trasporti in Italia, mentre, sul piano sociale, i cittadini subiranno gli effetti della riduzione e del peggioramento dei servizi e i lavoratori del settore le conseguenti ricadute sull’occupazione, sulle condizioni di lavoro, sul reddito.
La mobilitazione e lo sciopero del 1 marzo chiedono al governo di recuperare un confronto di merito con il Sindacato, le istituzioni e il sistema delle imprese del settore per non aggravare la crisi, per delineare ed attuare elementi concreti di politica dei trasporti, per rafforzare le regole a tutela del lavoro, le clausole sociali e la contrattazione collettiva nei processi di liberalizzazione.
Filt – Cgil, Fit – Cisl, Uiltrasporti non accettano l’idea che con le liberalizzazioni si realizzi il dumping contrattuale e sociale, idea plasticamente rappresentata nel Decreto attraverso, per esempio, la cancellazione della previsione del contratto nazionale di settore per le imprese ferroviarie.
La mobilitazione e lo sciopero dell’1 marzo difendono, al contrario, i contratti nazionali e la contrattazione aziendale nei trasporti. Difendono il lavoro qualificato, ma spesso ancora gravoso e faticoso, sempre più frequentemente precario, in numerosi segmenti del settore perché il lavoro è fattore decisivo per un’offerta di trasporti di qualità e per affermare un sistema dei trasporti utile al Paese per migliorare la sostenibilità economica ed ambientale della mobilità di persone e merci.
La mobilitazione e lo sciopero dell’1 marzo dicono basta con il lavoro precario, basta con l’abbattimento delle tutele contrattuali, basta con i bassi salari, basta con gli appalti e i subappalti senza regole.
Il Governo Monti – concludono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti – dimostri di voler modernizzare davvero il sistema dei trasporti: metta in campo gli investimenti necessari, non continui a tagliare risorse al trasporto sociale sempre più richiesto dai cittadini nella crisi, riconosca il valore economico del sistema logistico e dei trasporti.”

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