Home > mare > Marittimi: Nessuno ne parla perché sono senza peso politico

Marittimi: Nessuno ne parla perché sono senza peso politico

voto marittimiDa molti ambienti del tessuto sociale dell’isola di Graziella legato indissolubilmente al mare e alle attività ad esso collegate, e non solo, in tanti esprimono con amarezza la preoccupazione sul futuro dei marittimi italiani ed in particolare dei giovani che hanno difficoltà a trovare imbarco anche se sembra ormai prossima a una soluzione la vertenza degli Allievi Ufficiali diplomati negli istituti tecnici nautici italiani.

«Una vertenza – ci dice l’ammiraglio Nicola Silenti – procidano attualmente delegato del Collegio Nazionale Capitani di L.C. e M. di Cagliari – segnata positivamente dalla recente firma a Roma dell’accordo tra sindacati di categoria, Confederazione italiana armatori e Federazione Italiana Armamento di Linea, sull’imbarco degli allievi ufficiali, sottufficiali e comuni per tutti i 12 mesi necessari al conseguimento delle certificazioni previste dalle normative internazionali e dovute come periodo di formazione e certificazione. Un accordo che attende ora la necessaria ratifica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’adozione dei provvedimenti dispositivi che concederanno agli allievi il riconoscimento di questo periodo di formazione per il passaggio di grado previo superamento dell’esame  previsto. Il nostro Paese – continua Silenti – sta vivendo una grave crisi economica e politica, con crescita di disoccupazione e conseguente povertà che coinvolge un terzo delle famiglie; in questo scenario si inserisce la crisi occupazionale che ha investito il settore marittimo italiano ma nessuno ne parla perché i marittimi sono una piccola forza lavoro, senza peso politico. La ratifica dell’accordo di cui sopra potrebbe essere il primo passo per un rilancio delle professioni e delle vocazioni marittime del nostro paese.

Il Collegio Nazionale Capitani L.C e M. – conclude l’ammiraglio Nicola Silenti – ritiene che non si possa rimanere indifferenti di fronte a quanto sta accadendo e promette di offrire il  massimo impegno per migliorare questo stato di cose, cercare di risolvere simili situazioni e far si che tutti i nostri colleghi non si sentano mai soli con i loro problemi ovunque essi siano».

Potrebbe interessarti

Procida: Marina Corricella apre un nuovo ristorante dallo stile bohemienne

PROCIDA – “Il Pescatore” inizia la sua avventura gastronomica l’8 agosto 2018 nel pittoresco scenario …

Un commento

  1. Francesco De Candia

    Buongiorno sig. Taliercio,

    mi permetto di scriverLa, perché dopo aver letto questo articolo mi rendo conto che la recente campagna elettorale è stata monopolizzata dal solo dibattito “Ambrosino vs Capezzuto” mentre i contenuti proposti dal programma elettorale di Adesso Procida non sono stati presi minimamente in considerazione.
    Il sottoscritto, con il gruppo Adesso Procida, è stato l’unico a parlare di marittimi e dei problemi che ci sono nonché delle prospettive che abbiamo dinanzi, e che rammento qui in maniera sintetica.
    Anche nel settore della navigazione, la globalizzazione dei mercati oltre che una grande opportunità per gli armatori italiani sta diventando un problema per la grande concorrenza che stanno facendo gli armatori con bandiera dei paesi “low cost”. A parità di costo nave (investimento iniziale) che è uguale per tutti (nel senso che il prezzo di acquisto della nave dipende da tanti fattori totalmente estranei all’armatore ed alla sua nazionalità), la differenza tra un armatore italiano ed uno ucraino, per esempio, sta tutta o quasi nel costo del personale marittimi e sulle imposte/tasse da pagare. In Italia si sa vige un sistema di tassazione del reddito degli armatori molto agevolato ma che pare, in Europa vogliano estendere a tutti gli armatori europei cosa che non farebbe altro che diminuire ancora di più i vantaggi della bandiera italiana. Quindi, se l’analisi parte da questi presupposti che ahimè si dimenticano sempre in questi discorsi come fa il presente articolo, l’unico modo e l’unica via che i marittimi procidani hanno per trovare lavoro in questo mondo difficile e selvaggio è la FORMAZIONE D’ECCELLENZA. Non si può lasciare solo il Nautico e non si può permettere di far pensare ai nostri ragazzi che iscrivendosi al Nautico avranno un diploma finito indipendentemente dal voto finale che avranno. In questi anni di crisi ormai le richieste di imbarco sono decuplicate e per gli armatori italiani è umanamente impossibile accontentare tutte le richieste, per cui la FORMAZIONE ed il MERITO diventano le uniche sole vie obbligate per permettere ai nostri ragazzi di intraprendere la carriera di marittimo. Per questo è quanto mai necessario creare a Procida una Accademia del Mare che accostata al nostro Nautico (con i suoi professori e con le sue strutture) creerebbe un polo di formazione in primis per i Procidani e poi per chiunque voglia iscriversi. Solo così possiamo dare maggiori possibilità di impiego ai nostri giovani che in fondo è quello che ci interessa di più. Invito il neo sindaco Dino Ambrosino a discuterne apertamente e mi reputo completamente a sua disposizione per poter creare questo progetto molto ambizioso.

    Cordiali saluti
    Dott. Francesco De Candia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *