Procidani ostaggi della Caylyn. La rabbia dei familiari.

Silenzio sui 22 marittimi.”Lo Stato li ha lasciati in balia delle onde”

«VOGLIAMO pubblicamente ringraziare tutti coloro che finora ci sono stati vicini in questa vicenda».

Comincia così la lettera di ringraziamento della famiglia Guardascione, ma c’è anche ironia nei confronti della Farnesina e  che  viene pubblicata oggi sul quortidiano la Repubblica Napoli. Segue l’elenco delle istituzione in cui non manca la società armatrice. Una lettera molto garbata quella giunta da Procida alla redazione della testata. E’ una sottile  ironia però che nasconde profondo dolore per il familiare scomparso, disillusione per chi sperava in un aiuto, amarezza per il pungente senso di abbandono dello Stato. Tutto firmato famiglia Guardascione, i parenti del terzo ufficiale Crescenzo Guardascione sequestrato con gli altri a bordo della petroliera Savina Caylyn. Poi trasferito a terra, nel deserto, a maggio. La famiglia dì Guardascione fino a questo momento non aveva mai parlato. Ora fiori ne può più. Il fratello di Crescenzo,. Liberino, a voce si sfoga: «Lo Stato:italiano ti lascia in balia delle onde»..

Chi viene ringraziato ha lasciato l’equipaggio al .potere violento di sessanta pirati. somali …Chi viene ‘ringraziato? Si. legge: «Ringraziamo innanzi tutto l’armatore e la famiglia proprietaria della società di navigazione, che non badando a spese si sono affidati ad un accreditato studio legale dì Londra per aprire una adeguata trattativa. La società ha dichiarato da tempo di aver fatto tutto il necessario, e di essere pronta a fare il suo dovere nei confronti di coloro non più., considerati lavoratori bensì figli».

Ironia elegante ma molto pungente. «Abbiamo toccato con mano la comprensione, l’amabilità, la professionalità dei funzionari della Farnesina; che con assiduità ci rassicurano in vita e buona salute dei nostri cari, monitorati costantemente dalle nostre costose unità militari che pattugliano la zona di mare. La disponibilità del ministero degli Esteri e di tutte le altre istituzioni dello Stato impegnate spontaneamente e soprattutto tempestivamente per trovare una via diplomatica che potesse, non risolvere, agevolare le trattative in corso». Poi l’ironia sembra perdere di forza davanti allo sconforto: «Non ci aspettavamo di arrivare ad agosto senza risultato.

Per l’ltalia paese dell’Unione europea che vanta politica estera di grande prestigio internazionale, è duro ammettere di non poter dare niente per ventidue lavoratori di cui cinque italiani fatti ostaggio, giuridicamente, su territorio italiano. Certo, sembrerà una stramberia ringraziare quando non si hanno dei risultati certi o non si intravede l’epilogo della vicenda, ma vogliamo farla in modo disinteressato, affinché non si pensi che siamo ingrati, sperando che tutti continuino ad assisterci anche nei prossimi mesi che, certamente, aspetteremo per il rilascio dei nostri cari.>>

Leggi il resto sul sito Repubblica Napoli.

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