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NAVI ED ALISCAFI FERMI, RIUSCITO IL NUOVO SCIOPERO DEI MARITTIMI CAREMAR

di Gennaro Savio

E’ in corso di svolgimento la giornata di sciopero dei dipendenti Caremar indetta dal sindacato Or.s.a. settore marittimo  contro le condizioni di lavoro stabilite nell’accordo sindacale raggiunto il 23 febbraio scorso dai sindacati della triplice CGIL, CISL e UIL, dall’UGL  e dall’USLAC/UNCDIM. Accordo sonoramente bocciato dai lavoratori  anche con il  referendum svoltosi il 29 e 3O marzo scorso. La maggior parte di navi ed aliscafi dell’ex flotta pubblica sono, a metà mattinata, ancorati nei porti di Ischia, Procida, Capri e Napoli e sono comunque garantite tutte le corse dei servizi minimi essenziali previste dalla legge. Quello odierno è il terzo giorno di sciopero indetto nelle ultime settimane dal sindacato di base Or.s.a. i cui iscritti non chiedono altro che il rispetto dei diritti sindacali previsti dalla legge come ci hanno spiegato  i lavoratori  che stamattina, in concomitanza con lo sciopero, si sono ritrovati nella sala d’attesa di Porto Calata di Massa dove da mesi i bigliettai licenziati sono in presidio permanente per rivendicare con forza il loro diritto al lavoro. Nicola Lamonica che per ore è stato a Calata Porta di Massa e che con i marittimi si è recato anche presso la Regione, ha portato ai lavoratori Caremar la solidarietà dell’Autmare.  Anche Domenico Savio, Segretario generale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, che da sempre si batte per il diritto alla mobilità e alla continuità territoriale dei cittadini e dei pendolari delle isole del Golfo di Napoli e contro la sciagura dell’avvenuta privatizzazione della flotta pubblica, scusandosi per non aver potuto essere a Napoli tra i marittimi a causa di impegni politici assunti in precedenza, ha voluto solidarizzare con i lavoratori in lotta. “Dopo aver sonoramente bocciato la linea politica dei sindacati di natura padronale e di regime capitalistico attraverso il referendum tenutosi alla fine del mese di marzo – ha dichiarato Domenico Savio -, con lo sciopero odierno i marittimi della Caremar hanno dimostrato di poter portare avanti autonomamente la lotta di classe per il riconoscimento dei propri diritti sindacali. E a questi lavoratori esprimo la solidarietà di classe e rivoluzionaria del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, Partito che continua a chiedere con forza alla regione Campania l’immediato annullamento degli atti di privatizzazione della Caremar”. Ma Savio ha anche sottolineato come in Italia   per liberare il popolo dalle catene dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo si debba lavorare alla costruzione di  un sistema economico socialista affinché in prospettiva la classe lavoratrice possa governare il Paese e togliere, così, il potere dalle mani della classe padronale.

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