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Omaggio a Nicola u parular

di Michele Romano

PROCIDA – Partito per Napoli con lo scopo di espletare una visita medica, Nicola Costagliola, per un tragico destino, non tornerà nella sua terra di Via Rivoli della Chiaiolella, accogliente borgo della polis micaelica. Ci si chiederà chi è costui? Nicola è una delle ultime grandi espressioni della figura del “parularo” cioè del contadino viandante che, con i suoi mezzi di trasporto, prima l’asino poi il furgoncino, attraversa l’isola con i prodotti “suis manibus” emanando un intenso pathos bucolico. Infatti, con semplicità, convivialità, emotività narrativa, trasmetteva la qualità dei prodotti del suo terreno, frutto di enorme fatica, sudore e di alzate al sorgere dell’alba di un nuovo giorno, incarnando la bellezza dei valori della campagna, espressi dai grandi autori latini come Tibullo, Virgilio, Orazio, tanto da immaginare che gli camminassero accanto. Inoltre, come non rammentare il suo alto senso di religiosità campestre quando lo si incontrava la domenica mattina per invocare la protezione di San Giuseppe sulla settimana che si iniziava e ringraziarlo per quella precedente.  Nell’abbracciare con immenso affetto i figli Angela, Maria, Giovanni, Giuseppe, Alessandro ci rivolgiamo a quest’ultimo, particolarmente, che ha intrapreso la vita dei campi, a non demordere, a continuare sulla scia del padre, di Peppino l’Americano, Totonno Callarano, Nicola a maest e tanti altri, a mantenere viva una tradizione che, insieme a quella marinara, costituisce il pilastro cui regge la ragion d’essere, l’essenza stessa della nostra meravigliosa porzione di terra in mezzo al mare. Certamente ci vuole il supporto di una comunità che si riappropri di una sensibilità bucolica, attualmente, del tutto dispersa, tanto da aver trasformato le “parule” da luoghi salubri a siti nocivi per la salute.

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