Ad un anno dalla scomparsa del Prof. Michele Romano. A papà. Grazie.

Avete mai guardato l’orizzonte? A noi capita spesso, complice anche il fatto che nostro padre ce ne parlava spesso. Diceva: ci sono due modi per affrontare l’orizzonte, in maniera implosiva e in maniera esplosiva. Un occhio curioso lo guarda sempre in maniera attiva, voglioso di sapere quello che si nasconde al di là di quella … Leggi tutto

La quiete dopo la sofferenza

Di Michele Romano Nella triste stagione del Coronavirus, il morire nella solitudine e nella disperazione di familiari, pur con cause diverse dal virus, ha colpito nuovamente la nostra comunità, con la perdita del carissimo, creativo ed indimenticabile Domenico “il Pirata”. Evento improvviso ed inaspettato, di un arroganza spaventosa, tanto ingiusta e crudele, che si pone … Leggi tutto

Ci ha lasciato Ninotto Biasied

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PROCIDA – Ci ha lasciato Lubrano Lavadera Ciro Antonio, meglio conosciuto come “Ninotto Biasied”. A ricordarlo il nostro Michele Romano:  In questi “mala tempora quae Currunt”, nei quali non abbiamo potuto salutare il carissimo Ninotto Biased nel suo viaggio verso I’EMPIREO.  Figura che con la sua incomparabile saggezza ironica ha riempito di sostanza ed allegria … Leggi tutto

Nel decennale della scomparsa di Mario Cozzolino, un ricordo!

Mario Cozzolino e1560674487766

di Annarosaria Meglio PROCIDA – Mario nasce a Ercolano in provincia Napoli.  Sbarcato a Procida negli anni  cinquanta, con moglie francese conosciuta quando svolgeva il militare sui  sommergibile nel periodo della guerra in Francia dove si incontrarono , e in seguito sposati. Dalla sua unione nascono quattro figlio. Il primo nasce a Genova, quando ancora … Leggi tutto

Il ricordo di un amico sapiente

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Di Michele Romano PROCIDA – Ha lasciato il mare della “polis micaelica” per incamminarsi nel “respiro cosmico dell’Universo” un innamorato della sapienza, un filosofo, nel senso pieno della parola, che, con la sua docilità, ponderatezza, sobrietà, semplicità, umiltà, profondità ha arricchito di contenuti la nostra esistenza, cioè Nicola Loffredo. In lui, dentro un intenso rapporto … Leggi tutto

Procida: Omaggio a Gaetanina e Antonio …Per non dimenticare

Ricordo di Gaetanina ed Antonio

PROCIDA – Il 18 novembre 1995 l’infermiera del Presidio Ospedaliero di Procida, Gaetanina Scotto di Perrotolo e l’ispettore della Polizia di Stato Antonio Raimondo di Grazzanise, chiamati in un’operazione di soccorso aereo, perdevano la loro vita. … “a causa delle avverse condizioni atmosferiche, durante la manovra di imbarco del paziente, il pilota dell’elicottero A109A P.S.51 … Leggi tutto

Omaggio a Nicola u parular

Nicola Costagliola

di Michele Romano PROCIDA – Partito per Napoli con lo scopo di espletare una visita medica, Nicola Costagliola, per un tragico destino, non tornerà nella sua terra di Via Rivoli della Chiaiolella, accogliente borgo della polis micaelica. Ci si chiederà chi è costui? Nicola è una delle ultime grandi espressioni della figura del “parularo” cioè … Leggi tutto

Procida: Scompare Franco Ridda, il“ ribelle”

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franco riddadi Francesco Marino

Franco Ridda ci ha lasciato in una bella giornata di maggio. A Franco ci legano, insieme ad altri amici di “Semmarezio”, i migliori anni della nostra oramai lontana gioventù. Franco “suriccidd” era figlio di NARDINO, colui che lanciò la vespa a Procida e geniale meccanico. Pochi sanno che NARDINO fu l’inventore dello “scoop” il famoso cucchiaione conosciuto da tanti marittimi sulle petroliere. Franco aveva la meccanica nel sangue e fu un eccellente macchinista navale. Aveva le mani d’oro e fu discepolo del famoso Tramontana, noto pellettiere di Napoli, da cui Franco apprese le tecniche della lavorazione del cuoio. Le sue borse erano uniche e per chi avesse la fortuna di averla nel suo guardaroba sono un must della pelletteria procidana. Sposo irrequieto della moglie Adriana, fu un grillo ante litteram con la protesta civile nel sangue che lo ha portato a battersi a viso aperto contro le ingiustizie che hanno sempre attraversato la società procidana. Franco il “ribelle” era la voce di chi non aveva voce. Le sue filippiche sul web restano memorabili, ma la sua voce si spegne. Restano in noialtri i ricordi della gioventù, i suoi insegnamenti e soprattutto la sua onestà. Accompagniamo con mestizia Franco Ridda al suo riposo eterno.

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Procida: Oggi l’isola si è svegliata più povera

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di Michele Romano Oggi l’isola di Procida si è svegliata più povera. Ci ha lasciato una persona eccezionale che, sebbene non nativa del luogo, si è talmente radicata sul territorio tanto da costituire una figura fondamentale per la crescita sociale, politica ed economica della nostra cittadina. In tale senso come non ricordare la sua capacità … Leggi tutto

Procida: Ci ha lasciato Galatola Ciro (Pollastiello)

Ciro

Galatola Ciro

di Giuseppe Ambrosino di Bruttopilo (Pauliello)

“Vergogna ! Venduto!   Taci! “

Tale urlo  minaccioso si levò dalla folla raccolta in piazza Olmo,  intenta ad ascoltare l’oratore di turno per l’accesa campagna elettorale  dell’epoca.

Erano gli anni 60  ed a parlare quella sera dal balcone ammezzato di Piazza Olmo   c’era tale  Nino Cultrera,  allora impiegato al catasto di Ischia, che si accingeva con un garbato discorso ad illustrare le proposte della sua lista.

CiroGià intimidito dall’altoparlante che transitava  sotto il balcone che annunciava il discorso della Democrazia Cristiana alla Marina Grande , il poveretto a quell’urlo smise di parlare.

L’uomo , da cui era venuto l’urlo lacerante,  avanzava nel frattempo verso il balcone, arringando la folla divertita  e inveendo contro l’oratore frastornato.  Era scalzo e con una gamba nuda fin quasi al ginocchio. Agitava le mani in continuazione, una delle quali  con l’indice puntato  contro   l’oratore e l’altra a reggere un sigaro semispento.

–  Caro Pollastiello, fai il bravo! –  cercò di calmarlo il buon Cultrera – fammi finire .

Ma Pullastiello,  un notissimo  clochard locale, iscritto all’anagrafe col nome di Ciro Galatola,  dette l’impressione palese che  sarebbe  andato fino in fondo con le sue minacce, dirigendosi verso la rampa di scale che portavano al balcone, da cui parlava Cultrera.

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