Home > Ischia > Perché Ischia grande Attrattore Culturale?

Perché Ischia grande Attrattore Culturale?

ISCHIA – La cultura è una risorsa! Si tratta di una frase ormai ricorrente nella pubblicistica di questi ultimi anni poiché ormai si riconosce al comparto culturale un ruolo attivo nella politica nazionale e internazionale nel promuovere la crescita dei territori e delle comunità, attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale, sostenendo lo sviluppo rivolto all’incremento occupazionale, diversificando l’indotto e l’offerta territoriale in un’ottica di attrattività turistica. In tal modo la politica per la cultura è divenuta sempre di più un‘attività a cui sono riconosciute profonde implicazioni sull’innovazione dello sviluppo economico con ricadute misurabili sulla qualità delle relazioni di convivenza e sul dialogo interculturale che incidono sul territorio ed in particolare sulle aree in cui si sono realizzate perdite rilevanti nei settori occupazionali tradizionali. Le scelte in questa materia sono quindi strettamente connesse anche a quelle di politica sociale, nel senso che, per trovare soluzione a problemi di tenuta della coesione sociale, è necessario che la cultura e il patrimonio culturale, in tutte le forme possibili, dispieghino i loro benefici effetti. Sulla nostra Isola gli effetti benefici di questa politica tardano a manifestarsi perché non vi sono investimenti significativi sui beni culturali.

Come tutti sanno, Ischia possiede una ricchissima offerta culturale che deve solo essere messa a sistema per poter incidere in modo significativo sullo sviluppo. Esistono, infatti, beni culturali di primaria importanza che hanno urgente bisogno di un sostegno nazionale e regionale per poter essere adeguatamente promosse e valorizzate. E non solo non mancano i beni ma non mancano neppure i numeri di visitatori/turisti verso i quali tali attività devono essere destinate. Se le statistiche non mentono e ci dicono che sull’isola possono arrivare nell’arco di una stagione turistica 3,5 milioni di visitatori, solo questo deve indurre le istituzioni a inserire Ischia tra i grandi attrattori della Campania. La qualifica di grande attrattore, infatti, è riferita a una realtà capace di attirare grandi numeri di visitatori poiché possiede caratteristiche che la rendono autosufficiente a renderla, per l’appunto, una realtà “attrattiva”, capace quindi di generare condizioni di crescita socio-culturale attraverso la nascita ed il rafforzamento delle filiere imprenditoriali di ogni tipo ad essa collegate. I beni culturali presenti a Ischia al momento sono scollegate tra loro per l’assenza di una strategia di promozione e valorizzazione coerente, dovuta a modelli di gestione inesistenti, ad iniziative episodiche e, soprattutto, all’assenza di risorse di investimento.

La peculiarità dell’isola d’Ischia consiste nella contiguità territoriale e nell’omogeneità culturale che renderebbero possibile anche interrelazioni funzionali tra beni e servizi, tra servizi e trasporti, tra attività le specialistiche degli operatori culturali e la fruizione turistica. Il patrimonio presente sull’isola, inserito in un modello di gestione integrato. Il rapporto tra presenza turistica e offerta culturale sistemica nei sei comuni dell’isola, attualmente, è del tutto inesistente. Le realtà funzionanti e aperte alla fruizione sul lungo periodo, infatti, sono pochissime. Lo stesso discorso vale per gli aspetti ambientali. Tante ricchezze presenti sul territorio senza un efficiente modello di gestione e poche risorse dedicate non possono che produrre abbandono e scempio.

La logica di rete tra gli attori del territorio, al momento del tutto assente, come è assente ogni attività di programmazione integrata, potrebbe sicuramente aiutare molto, ma per i beni culturali in particolare occorre il sostegno pubblico per scavi, restauri, recupero funzionale, senza i quali nessuna politica può essere avviata.

L’esclusione dell’isola da programmi prioritari di intervento, quali il PON Cultura 2014-2020, da significativi interventi previsti nel Piano di Azione e Coesione sui beni culturali 2014-2020, dal Patto per la Campania rende evidente un totale disinteresse verso quello che è un patrimonio storico-identitario nazionale da salvaguardare e valorizzare. Ischia, infatti, non è annoverata tra gli attrattori culturali e non è neppure inserita nel dossier per le candidature al riconoscimento di sito UNESCO. Non si tratta di mero campanilismo o di insignificanti esigenze locali, ma storicamente Ischia è una rotta obbligata del turismo mondiale dei grandi numeri per le sue bellezze, e le sue potenzialità. Nel raggio di pochi Kmq v’è la presenza di risorse culturali (musei, monumenti, archivi storici, aree archeologiche, beni architettonici e rurali) e naturali (aree protette e siti di interesse naturalistico), di rilevanza internazionale che ne fanno un unico e coerente attrattore caratterizzato dalla contiguità territoriale, omogeneità culturale ed interrelazione funzionale.

Motivazioni della nascita della petizione: Ischia è una grande esclusa da tutto, sicuramente per responsabilità proprie, però non ci sembra che l’analisi di coloro che hanno scritto i programmi operativi degli interventi strategici sia stata effettuata con analisi e indagini credibili, visto che proprio il principio di concentrazione degli interventi strutturali verso i luoghi di maggiore attrattività avrebbe dovuto far prevedere, tra i primi luoghi da sceglier, proprio Ischia per i numeri che riesce ad accogliere.

Lo stesso discorso vale per gli aspetti ambientali. Tante ricchezze presenti sul territorio senza un efficiente modello di gestione e poche risorse dedicate non possono che produrre abbandono e scempio. Per rendere possibile tutto ciò il tema delle risorse è centrale per diversi motivi. Infatti, occorre continuare gli scavi archeologici fermi da vent’anni, avviare intense attività di restauro, catalogazione e inventariazione di beni che permetterebbero, oltre a consentire gli approfondimenti degli studi e le indagini scientifico-specialistiche, di portare alla luce i tesori ancora nascosti nel sottosuolo, ampliare le aree espositive e i beni fruibili del patrimonio culturale isolano, nonché adeguate attività di valorizzazione capaci di ampliare a dismisura l’offerta turistico-culturale territoriale. Tutto questo è necessario per avviare un nuovo prezioso storytelling sull’isola d’Ischia. L’inserimento nella lista dei grandi attrattori da parte del MiBACT – Regione Campania, renderebbe possibile invertire la tendenza all’incuria e all’abbandono. Se si legge il testo del Pon “Cultura e Sviluppo” 2014-2020, infatti, le risorse investite comportano anche l’adozione di adeguati piani di gestione, cioè la strutturazione di modelli organizzativi e gestionali improntati all’efficacia e all’efficienza, alla logica della programmazione integrata tra i diversi attori territoriali. Il Comitato Ischia Grande Attrattore, infine, non contesta affatto la scelta dei grandi Attrattori effettuata dal PON “Cultura e Sviluppo”, ciascuno dei quali merita sicuramente tutta l’attenzione possibile da parte delle istituzioni; ritiene però, che Ischia abbia tutte le carte in regola per poter essere inserita in quell’elenco per poter aver accesso alle risorse necessarie per valorizzazzare i tesori presenti sul suo territorio. Pertanto, invitiamo tutti a cercare e a firmare la petizione on line  sul seguente sito internet https://www.change.org/p/gabinetto-beniculturali-it-ischia-grande-attrattore-culturale-e-naturale e invitiamo tutti a cercare su Facebook la pagina ischia grande attrattore culturale e naturale per seguire lo sviluppo dell’iniziativa e mantenere vivo il senso e gli scopi di questa mobilitazione popolare.

Raffaele Di Costanzo, membro del Comitato Ischia Grande Attrattore Culturale e Naturale

 

Potrebbe interessarti

Trasporti marittimi: Solo noi stessi possiamo garantirci diritti ineludibili

Di Giuseppe Giaquinto PROCIDA – Raccolgo con piacere l’invito pervenutomi da più parti, in modo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *