Napoli. Savina Caylyn, presidio davanti la sede armatore Luigi D’Amato

foto ANSA

Per il padre di uno degli italiani ostaggio in Somalia, e’ la settimana decisiva

Secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA di oggi 21 settembre alle ore 18,36 , il livello della mobilitazione per chiedere la liberazione dell’equipaggio della petroliera Savina Caylyn in mano ai pirati somali nel golfo di Aden dall’8 febbraio scorso, si sposta verso la sede della società armatoriale . Una notizia importante sul fronte di una sensibilizzazione del territorio nazionale e anche dell’opinione pubblica internazionale. Infatti in questa settimana cruciale in cui si deciderà per la vita o l’inizio delle torture a la possibile morte di alcuni ostaggi della Savina Caylyn, minacciati dei pirati somali, una rappresentanza delle famiglie di Procida, di Pian di Sorrento, di Gaeta, da Trieste la mamma di Eugenio, manterranno un presidio permanente davanti alla sede della compagnia di navigazione “Fratelli D’Amato” in via dei Fiorentini 21 a Napoli.


Lo ha reso noto Adriano Bon, padre del marittimo triestino Eugenio, sottolineando che quella in corso e’ una ‘settimana cruciale in cui si decidera’ per la vita, o l’inizio delle torture a la possibile morte di alcuni ostaggi della Savina Caylyn. Ora la vita o la morte degli ostaggi rimane nelle mani delle decisioni dei ‘Fratelli D’Amato’ “.

La dove il Governo ineccepibile nell’applicare le azioni antipirateria previste dal protocolo, ma assente per l’unica azione risolutiva extra protocollo, ora la vita o la morte di questi 5 italiani e i 17 amici indiani rimane nelle mani delle decisioni dei “Fratelli D’Amato”.
Non vorremmo mostrare al mondo che l’Italia istituzionale e quella privata hanno decretato una virtuale condanna a morte. Credo che gli italiani questo non potrebbero perdonarlo. Conclude Adriano Bon.

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