Poiesis Procida presenta: "Astratto simbiotico personale". Collettiva di Angela Vorzillo e Salvatore Marigliano.

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di Fabio Branchi ( da Il Golfo )

Sabato 6 luglio alle ore 20 presso l’ex chiesa di san Giacomo, l’Associazione Poiesis Procida arti e culture ONLUS , presenta “ astratto simbiotico personale “, il viaggio sensoriale nell’animo umano di due giovani artisti procidani Angela Vorzillo e Salvatore Marigliano.
“Astratto” nella pittura e più in generale nelle arti figurative è sinonimo di “non reale”, ovvero di quella pittura che non rappresenta la realtà e che esprime contenuti nella libera composizione di linee, forme e colori. Mentre nel passato l’astrattismo ha avuto sostanzialmente una funzione decorativa, nel XX secolo, l’arte astratta ha invece la funzione di comunicare, senza imitare le immagini reali. L’astrattismo nasce intorno al 1910, grazie al pittore russo Wassilij Kandinskij che, in quegli anni, operava a Monaco dove aveva fondato il movimento espressionistico “Der Blaue Reiter
Il suo astrattismo conserva infatti una matrice fondamentalmente espressionistica. È teso a suscitare emozioni interiori, utilizzando solo la capacità dei colori di trasmettere delle sensazioni. Comunque con Kandinskij, la nascita dell’astrattismo ha la forza di liberare la fantasia di molti artisti, che si sentono totalmente svincolati dalle norme e dalle convenzioni fino ad allora in qualche modo imposte. I campi in cui agire per nuove sperimentazioni si aprono a dismisura. E le direzioni in cui si svolge l’arte astratta appaiono decisamente eterogenee, con premesse ed esiti profondamente diversi
Uno degli esiti più interessanti e suggestivi dell’astrattismo, è dato dall’Action Painting del pittore statunitense Jackson Pollock. Egli, a partire dal 1946, inventò il dripping, ossia la tecnica di porre il colore sulla tela posta a terra, mediante sgocciolatura e spruzzi. I quadri così ottenuti risultano delle immagini assolutamente confuse e indecifrabili. Cosa esprimono? Il senso del caos, che è una rappresentazione della realtà, forse, più vera di quelle che ci propone la razionalità umana. L’arte, in questo modo, non solo nega il concetto di immagine, ma nega il fondamento stesso dell’arte. Di un’attività, cioè, che riesce a mettere ordine nelle cose, per giungere a quel prodotto di qualità che è l’opera d’arte. Dunque se è vero che l’arte astratta nasce come volontà di comunicazione, difficilmente si riescono ad individuare le regole del suo linguaggio che certamente si riconducono alla psicologia gestaltica e all’esistenzialismo.

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