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Presentato al Ministro Alfano il progetto di recupero di vecchie carceri. C’è anche Procida.

Pubblichiamo questo interessante articolo, scritto da Nino Reginella e tratto da agrigentoweb.it in cui si parla di un progetto per il recupero di vecchie carceri italiane. L’ex penitenziario di Procida è tra essi. Il Project Financing è il coinvolgimento dei soggetti privati nella realizzazione, nella gestione e soprattutto nell’accollo totale o parziale dei costi di opere pubbliche, i soggetti promotori propongono ad una Pubblica Amministrazione di finanziare, eseguire e gestire un’opera pubblica, il cui progetto è stato già approvato, in cambio degli utili che deriveranno dai flussi di cassa generati per l’appunto da una efficiente gestione dell’opera stessa.

Ed è attraverso il project financing abbinato ad uno scambio tra vecchie prigioni storiche e nuove strutture che si vuole dare inizio ad un piano di sviluppo di edilizia carceraria.
In pratica i privati dovrebbero costruire nuove strutture carcerarie,agli stessi sarebbero affidati i servizi di mensa,lavanderia ed approvvigionamento ed inoltre in cambio ad essi si darebbero in permuta vecchie e storiche strutture carcerarie, oggi degradate,ancora in funzione o in disuso, alcune delle quali sorgono nei centri storici o in luoghi di pregio turistico che verrebbero trasformare in alberghi o in altri progetti.
A quanto pare sia il Ministro della Giustizia Angelino Alfano che quello delle Infrastrutture Altero Matteoli sembrano interessati alla proposta, presentata da Gianfranco Imperatori ex Presidente di Mediocredito centrale e senior advisor di Mediobanca, poiché consentirebbe, in uno scenario di risorse insufficienti,di rilanciare l’attuazione del programma di edilizia penitenziaria,infatti per 9 nuove opere programmate e finanziate con fondi delle Infrastrutture vi è la necessità di reperire un fabbisogno aggiuntivo di 200-250 milioni di euro.
Le vecchie strutture carcerarie date in permuta e che potrebbero essere inserite nel piano di recupero sono Regina Coeli a Roma,San Vittore a Milano, Ucciardone a Palermo, le carceri campane di Procida e Nisida, il complesso carcerario dell’isola di Pianosa e a quanto pare anche l’ex carcere San Vito di Agrigento.
Si ritorna a parlare dunque dell’utilizzo del vecchio carcere di Agrigento, in passato si era discusso della possibilità di trasformarlo in un centro giovanile di aggregazione culturale o come luogo per ospitare docenti o studenti dell’area del mediterraneo nell’ ipotizzata creazione ad Agrigento di una Università Euromediterranea.
L’inserimento in questo progetto di recupero anche del carcere San Vito potrebbe essere l’occasione per riutilizzare l’antico monastero,che attualmente versa in completo stato di abbandono, magari trasformato in un accogliente e moderno albergo.

Ci viene da porre una sola domanda. Come mai oggi viene fuori un progetto di questa portata, quando lo scorso 13 settembre, in un intervista rilasciata dal Ministro Giulio Tremonti a Procida durante la cerimonia di premiazione della XXII edizione del “Premio Letterario Isola di Arturo Elsa Morante”, egli stesso parlava di un federalismo patrimoniale per cui  i beni dimessi (leggi anche la struttura borbonica di Terra Murata chiusa da oltre vent’anni)  sarebbero stati venduti, al prezzo simbolico di un euro, alle comunità locali che avranno il compito di rivalutarli e valorizzarli. Esiste un nesso o è solo propaganda politca?

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