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Le priorità dell’isola sono: vivibilità, disagio giovanile, precarietà socio-sanitaria

precarietaDi Michele Romano

Alla luce dei tanti accadimenti che stanno tormentando e lacerando la comunità procidana, è necessario, con cruda evidenza, prendere atto che la vivibilità, il disagio giovanile, la precarietà socio-sanitaria rappresentano allarmanti patologie cronicizzate che mettono in discussione il futuro stesso dell’isola. Siamo nel momento topico in cui urge uscire dalla “catalessi” in cui si è caduti. Per fare ciò è necessario che le istituzioni, le agenzie educative (scuola – chiesa – politica), gli operatori sanitari, le famiglie, gli stessi giovani, abbiano un sussulto d’etica della responsabilità e acquisiscano l’ardore di scendere nella “solarità” dell’agorà, per mettere a nudo le proprie enormi criticità degli ultimi trent’anni con spirito non controverso e conflittuale, ma di comunione e condivisione. Qui ci può essere d’aiuto il grande filosofo inglese Locke, il quale sostiene che “agli uomini le parole devono servire per portar fuori le loro idee e valori ed esporle alla vista degli altri”. Questo perché, grazie alle parole si permette agli altri di sbirciare in un angolo privato cui solo il proprietario possiede il libero accesso. Ecco un ottimo metodo di lavoro per chi riscopre il fuoco e lo slancio vitale a costruire il bene comune. In tal senso, per il nostro paese, si presenta, a breve termine, una occasione unica ed irripetibile, per ripensare a cambiare, profondamente, il proprio “modus operandi”  in tutte le sue angolazioni: le elezioni comunali della prossima primavera 2015. E qui, in primis, spetta a tutti gli aspiranti contendenti al governo del territorio di uscire dalla pastoie di incontri su incontri per definire eventuali liste basate, esclusivamente, su problematiche personali, come adesso appare agli occhi di tutti. Comprendere che non è più il tempo del tornaconto a proprio uso e consumo, ma di fatica, di impegno, di servizio per porre come primo ordine del giorno le priorità che ripeto essere: vivibilità, disagio giovanile, precarietà socio-sanitaria, premessa fondamentale per qualsiasi crescita futura.

Al contrario, se resteranno sordi e arroccati sulle loro becere ed egoistiche visioni economicistiche, sicuramente raggiungeranno un traguardo storico cioè quello di liquidatori della “polis micaelica”.

Pertanto, cittadini, lasciate il buio delle “caverne”, partecipate e proponetevi, il più possibile, a questo importante appuntamento del prossimo anno solare.

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