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Problematiche marittimi da Procida in Parlamento

marittimiPROCIDA – La comunità isolana alza la voce sulle problematiche inerenti il lavoro marittimo e l’assessore Antonio Carannante, titolare della relativa delega, si fa portavoce di tali esigenze. «Come Assessore al lavoro marittimo, sulla problematica del rinnovo dei cd. Certificati IMO, come già annunciato in incontri con il Circolo Capitani e Macchinisti di Procida, il Collegio Capitani e l’Associazione Capitani Procida, alcune settimane fa ho predisposto una richiesta di Risoluzione depositata presso la Commissione parlamentare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ho voluto fortemente che venisse sottoscritta anche dai Comuni di Sorrento, Piano di Sorrento, Torre del Greco e Monte di Procida, che hanno accolto con entusiasmo quest’iniziativa. La Commissione parlamentare ha infatti prestato grande attenzione alla questione: del resto insieme agli altri comuni rappresentiamo una fetta importante della flotta italiana. E’ solo una prima iniziativa, in quanto ce ne saranno altre con i suddetti Comuni, e che non solo ha l’obiettivo di sollecitare provvedimenti per consentire ai nostri marittimi di potersi adeguare alla normativa internazionale, ma anche di di far fare rete al Comune di Procida con altri comuni aventi una tradizione marittima altrettanto importante: solo in questo modo ritengo sia possibile tentare di incidere su problematiche rilevanti che oggi affliggono questa categoria di lavoratori.

Procida deve uscire dai suoi confini per poter porre l’attenzione su grandi tematiche (e non solo su quelle dei marittimi): è un obiettivo di quest’amministrazione. Precisamente – continua l’assessore Carannante – ricordo che attualmente la categoria dei marittimi è fortemente preoccupata in quanto la cd. Convenzione STCW 78 (Convenzione Internazionale sugli Standard di addestramento, Certificazione e Tenuta della guardia per i marittimi, 1978), in seguito agli emendamenti del 2010 (cd. Manila Amendments), prevede l’aggiornamento degli standards internazionali di competenza richiesti ai marittimi per poter lavorare a bordo delle navi. La suddetta Convenzione Internazionale obbliga i paesi firmatari, tra cui l’Italia, a emettere per i marittimi il cd. Certificato IMO che traduce la qualifica di ogni singolo marittimo in termini internazionali in modo che gli sia consentita la possibilità di lavorare sulle navi di tutto il mondo. Quindi, a partire dal 01.01.2017, i suddetti Certificati dovranno essere conformi ai suddetti cd. emendamenti Manila 2010, con conseguente onere per i marittimi di adeguarsi a quest’ultimi. L’Italia – con il D. Lgs. n. 71/2015 – si è adeguata al suddetto emendamento, ed è notizia di questi giorni anche di un decreto legislativo che regolamenta tale rinnovo, ma tuttavia ancora mancano i Decreti direttoriali delle Capitanerie di Porto che materialmente dovranno determinare le modalità per il rinnovo dei Certificati di addestramento. Per cui, in pratica, ad oggi, le Capitanerie di porto possono rinnovare i certificati IMO ai marittimi sono fino al 01.01.2017. Dopo tale data i succitati certificati decadranno e, in mancanza di novità, i marittimi saranno impossibilitati a lavorare sulle navi. Quindi il tempo stringe, a mio parere già oggi siamo fuori termine: mancano solo 8 mesi alla fine dell’anno, e nell’attesa dei Decreti direttoriali delle Capitanerie passerà ancora altro tempo.

E’ quindi probabile che migliaia di marittimi dovranno adeguarsi per tutto quanto sopra in pochissimi mesi e per questo saranno costretti a rinunciare a lavorare (con conseguente danno economico). Anche per questo motivo nel documento – sottoscritto insieme agli altri suddetti Comuni della Campania – presentato in Commissione parlamentare avevo chiesto di prorogare la validità dei certificati di almeno un altro anno e predisporre anche gli uffici Consolari all’estero a cui potrebbero rivolgersi i marittimi imbarcati, senza rinunciare a lavorare. Ad ogni modo – conclude Antonio Carannante – la battaglia continua, è già pronto un altro documento di sollecito, sempre insieme agli altri Comuni, da far pervenire presso il Comando Generale delle Capitanerie di Porto per smuovere la situazione e continuo ad interloquire con il Ministero. Continueremo a far sentire la nostra voce e “fare rete” con gli altri Comuni».

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Un commento

  1. ….qualcosa si muove????

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