A margine dell’episodio accaduto sabato 30 giugno 2012 presso il pronto soccorso del “Rizzoli”, di cui è stato protagonista il Direttore Generale ASL NA2 Nord, dott. Giuseppe Ferraro, oltre ad essere completamente solidale con il suo comportamento, merce così rara, nell’ambito dei tanti sepolcri imbiancati che dirigono la Pubblica amministrazione e in particolar modo il settore Sanità, vorrei porre in risalto, da una parte, la dimensione ambigua dell’informazione e, dall’altra, l’inadeguatezza di una classe politica che, pur di difendere, per tornaconti strumentali, il mero esistente, non sa dire altro: “il direttore dell’ASL vada a casa” espressione di un Paese vecchi e decrepito come giustamente sottolineato da Cesare Prandelli.
Queste considerazioni scaturiscono dal fatto che la vicenda è stata incanalata sul piano fuorviante dei tagli e delle carenze, problematiche certamente acute e serie, nascondendo il vero contendere della questione, cioè la non corretta applicazione dell’orario di servizio, purtroppo male endemico alquanto esteso anche in altri siti dell’isola e non. In tal senso non può essere addebitato il ruolo di “Caronte con gli occhi di brace” al Direttore Generale ma a chi possiede ruoli e funzioni pertinenti sul territorio. Pertanto è cosa opportuna che, sia i centri di informazione che la politica, si riapproprino dell’etica della responsabilità in modo tale da raccontare e presentare gli eventi nella loro limpidezza, trasparenza e veridicità.
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