Home > procidani > Procida: Filosofia tra crisi e speranza.

Procida: Filosofia tra crisi e speranza.

di Michele Romano

Tra tutte le discipline che investono il rapporto tra la conoscenza e l’uomo, certamente, la filosofia si raffigura come un anomalia la sua peculiarità assume la dimensione di prediligere incessantemente le domande in rapporto alla ricerca di risposte. Ciò deriva dalla constatazione, seguendo la procedura della filosofia, che, nell’immediatezza, svariate domande si presentano semplici e lineari ma, durante il corso della riflessione si dipanano in tanti rivoli di domande sempre più piccole, per cui si assume la consapevolezza che non ci sarà la possibilità di una unica grande risposta ma tante risposte diverse che acquistano la loro validità in realtà del tutto diversificate tra loro. Mai come in questo momento storico altamente precario, urge che il filosofare riprenda a vele spiegate la propria “navigazione” attraverso i meandri del cuore e della mente, sia del singolo che della società nella sua complessità. E la metafora, del navigare filosofico in quale scenario più appropriato della nostra isola con i suoi splendidi siti di Chiaiolella, Corricella, Terra Murata, Marina Grande, Vivaro, Solchiaro, Pizzaco, Punta Serra, tutto dentro l’approccio cielo e mare, e per di più avvalorata dalla sua grande e storica tradizione di navigatori che, come marinai “prigionieri dell’infinito cielo-mare” attraversano tutti i corsi d’acqua del mondo, può trovare il pregnante significato dell’imbarcarsi e tracciare la rotta che conduce all’esplorazione nell’avventura della vita, mettendo insieme il pensare e il sentire.

Infatti, il senso profondo di questo imbarcarsi è tutto dentro l’urgentissima esigenza della filosofia di parlare all’umanità nella sua singolarità e nella sua universalità, per cui attraverso le simboliche sfide del mare, riportarla all’enigma della conoscenza del sé, alla rivelazione del nuovo, alla scoperta dello straniero, invitandola a non star fermi nella pigrizia delle proprie consuetudini, dei propri pregiudizi, dei propri gretti egoismi ma a misurarsi con il viaggio che varca l’orizzonte orientato verso l’infinito e con il presentarsi come disciplina dal “volto terapeutico” davanti alla attuale drammatica crisi socio-economica e al sempre più allarmante spaesamento dell’individuo.

Potrebbe interessarti

Settimana calda per la politica procidana tra Consiglio Comunale e nomine

PROCIDA – Il presidente del Consiglio Comunale Antonio Intartaglia ha convocato per giorno 13 agosto …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *