Home > Procida: I marittimi in una tesi universitaria

Procida: I marittimi in una tesi universitaria

Nei giorni scorsi, la neo dottoressa Libera Costagliola, ha discusso, presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Facoltà di Scienze dell’Educazione, la tesi “Il Lavoro Marittimo: Modelli e Relazioni nei gruppi di marittimi procidani” che ci ha offerto alcuni spunti di riflessione.
Nel lavoro proposto, infatti, attraverso le dinamiche sociali che si creano tra i gruppi di lavoro, tra i marittimi e le loro famiglie e tra il nucleo familiare e la realtà sociale, si affronta ciò che caratterizza l’attività dei marittimi procidani e dei marittimi del “mondo”.
Nonostante Procida sia di piccolissime dimensioni, per esempio, presenta alcune particolarità in quanto, pur avendo una debole struttura imprenditoriale, gode di un relativo benessere perché il reddito di oltre il 30% delle famiglie isolane proviene dal lavoro ad elevata remunerazione, ossia quello marittimo.
Osservando i dati di uno studio pubblicato dalla Commissione Europea sull’andamento di occupazione in questo settore, emerge che nel 2001 erano presenti, in Italia, 28.730 marittimi imbarcati su navi italiane e navi straniere e che questo dato era destinato a diminuire. Confrontando questi dati con i dati anagrafici del Comune di Procida si può notare che il 3,6% di questi marittimi sono procidani. Un numero significativo se si considera che la popolazione procidana rappresenta solo lo 0,02% della popolazione italiana. Ciò ci porta ad affermare che vi è una forte partecipazione, in questo settore, di una piccola comunità qual è Procida.
La dott.ssa Costagliola ha studiato, anche attraverso la letteratura:
• l’isolamento sociale nel gruppo di lavoro. Dalle ricerche è emerso che la vita di bordo raramente favorisce le relazioni sociali e, laddove emerge una qualche relazione, raramente tali relazioni si estendono a rapporti di tipo amicale. Esse si limitano a scambi di natura burocratica e commerciale.
• La relazione con la famiglia. Il rientro nel gruppo primario può essere problematico per il marittimo che, a causa del suo lavoro è costretto a prolungate assenze da casa e al suo rientro ha bisogno del tempo necessario per riadattarsi, tempo che molto spesso non è sufficiente. Questo costringe l’intero nucleo familiare a ristabilire l’equilibrio di ruoli e relazioni.
• Le relazioni tra i gruppi di lavoro. I procidani sono stati sempre apprezzati sia per le loro doti in campo marinaresco sia per il loro coraggio in quanto, in passato, compivano traversate che altri rifiutavano per la loro difficoltà.
Infine, nel rapporto con la realtà sociale, i procidani sono sempre stati solidali con i marittimi attivandosi nella risoluzione dei problemi come, ad esempio, la questione amianto e la questione pirateria. In passato i procidani hanno cercato di fare in modo che i marittimi rientrassero a far parte della categoria dei lavoratori a rischio amianto al fine di far riconoscere loro dei benefici e solo recentemente 24 marittimi procidani, tutti macchinisti, sono stati riconosciuti all’interno della categoria. Ma questione molto attuale è quella della pirateria. Da inizio anno sono sotto sequestro dei pirati somali due navi italiane con i relativi equipaggi. I marittimi italiani rapiti dai pirati sono complessivamente 11 e 4 dei quali sono procidani. A tal proposito i procidani si sono attivati con diverse manifestazioni che hanno avuto un eco molto ampio portando la questione in Parlamento.
Quello che ha migliorato la vita dei marittimi e delle loro famiglie, sono i nuovi mezzi di comunicazione moderna. Oggi, infatti, grazie ad internet è molto più semplice comunicare con la famiglia. Inoltre i turni di lavoro rispetto al passato sono cambiati. I marittimi oggi imbarcano per un periodo di quattro mesi di durata con una positiva ricaduta nei rapporti sociali.
In conclusione, per la dott.ssa Costagliola, il marittimo procidano non è diverso dal marittimi del mondo, ma è il contesto sociale che lo rende particolare.

Potrebbe interessarti

Procida: Avviso pubblico per il conferimento di un incarico art.110 c.1 D.Lgs 267/2000 per la copertura del posto di istruttore direttivo tecnico per i Servizi Tecnici

PROCIDA – Il Comune di Procida intende procedete alla coperura a tempo determinato di un …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *