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Procida: Inaugurato il museo permanente TERRA – VIDEO

terraL’area espositiva TERRA (Technology and Research for Archaeology), aperta al pubblico dal 11 aprile 2014, nasce per volontà dei gruppi di ricerca dell’Università Suor Orsola Benincasa e del DiSTAR dell’Università Federico II, di concerto con le imprese Westend e Wind Aeronautics, con l’intento di promuovere e comunicare, mediante dispositivi digitali, i risultati delle ricerche che si stanno conducendo all’interno del progetto SINAPSIS (PON01_01063 — MIUR). Grazie alla forte unità di intenti e alla collaborazione instaurata nel corso degli anni con il Comune di Procida, che ha concesso in comodato d’uso gratuito i locali al piano terra del Palazzo della Cultura, i due Atenei e le società partner del progetto hanno deciso di utilizzare gli esigui fondi, riservati alla disseminazione dei risultati, per la realizzazione di un dimostratore permanente che potesse realmente presentare le diverse fasi di sviluppo delle ricerche e di realizzazione dei prototipi.

In particolare si è voluto creare un laboratorio di verifica delle strumentazioni e di monitoraggio dei risultati della comunicazione al variare dei contenuti scientifici e dei dispositivi di musealizzazione del patrimonio archeologico e culturale dell’isola di Procida-Vivara. Tale iniziative si è resa possibile in quanto il progetto SINAPSIS, prevedendo di realizzare un Sistema integrato per la valorizzazione, fruizione e salvaguardia del Patrimonio Culturale emerso e sommerso attraverso lo sviluppo di soluzioni innovative e di integrazione di tecnologie esistenti, necessitava di prove sperimentali sui beni archeologici emersi e sommersi e di un laboratorio di testing dei risultati che si fondasse su tecniche di comunicazione innovative. Il contesto insulare di Procida-Vivara e locali del complesso di Terra Murata sono quindi apparsi come luoghi ideali per lo sviluppo di tale dimostratore che, per necessità e scelta, sono stati realizzati con un budget ridotti, e ciò al fine di verificare la possibilità di ricorrere a tecnologie convenzionali e di mercato, e quindi di comune di impiego, per comunicare informazioni complesse, ossia prodotte con strumentazioni prototipale e attraverso processi di ricerca complessi.

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