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Procida incontra Don Maurizio Patriciello

patricielloIl prossimo 22 Maggio 2014 alle ore 18,00 nell’aula consiliare “V. Parascandola” in via Libertà, Don Maurizio Patriciello sarà sull’isola di Graziella per un incontro promosso dall’”Equipe dei Gruppi Famiglia” in collaborazione con il TeamTurismo e il patrocinio del Comune di Procida. Un appuntamento da non perdere visto anche l’impegno profuso e coraggioso di Don Maurizio contro la camorra e contro lo smaltimento dei rifiuti tossici nelle nostre terre.

Don Maurizio Patriciello è un parroco di Caivano che da tempo cerca di mettere in pratica il messaggio di Gesù facendo il prete con il grembiule in un territorio fortemente a rischio, colpito dalla piaga dell’illegalità, della devastazione ambientale e dalle infinite emergenze a cui vanno aggiunti gli effetti della crisi economica. Suo il libro, scritto con il giornalista Marco De Marco, “Noi aspettiamo l’apocalisse”. «Tutto questo succede nella Terra dei fuochi, che è la mia terra. Al tempo dei papiri e delle tavolette cerate era la Campania felix, in quello di Twitter e Facebook è la pattumiera d’Italia. Una discarica dove ogni anno vengono avvistati seimila roghi di rifiuti, che inceneriscono scorie industriali, sprigionano veleni, ammorbano l’aria e uccidono la vita nei campi.» A scrivere queste parole è Padre Maurizio Patriciello, non un politico ma un semplice sacerdote divenuto nel giro di pochi mesi il leader del movimento civile che chiede con urgenza la bonifica della Terra dei fuochi. E che, oltre ad aver conquistato l’attenzione mediatica e delle istituzioni, qualcosa di concreto sta anche finalmente ottenendo, come dimostra il decreto del governo Letta del dicembre 2013. Tutto ha inizio nella notte dell’8 giugno 2012, quando Padre Maurizio si sveglia assalito da una puzza insopportabile a cui è impossibile sfuggire. Per lui è come una chiamata del Signore: accende il computer e su Facebook comincia a raccogliere la protesta della gente che, impotente, si è vista man mano avvelenare la propria campagna. Non che prima di quella notte non se ne sapesse nulla – c’erano state inequivocabili denunce come Gomorra di Saviano nel 2006 e Biùtiful cauntri nel 2007, film pluripremiato e presto dimenticato –, ma l’immane devastazione dell’Agro aversano, lo scampolo di terra dove in due decenni sono stati scaricati dieci milioni di tonnellate di rifiuti, era stata oggetto di una “rimozione collettiva” o di interventi non sostenuti da una reale volontà politica: un’ottantina di inchieste giudiziarie che non hanno portato a nulla, la nomina di diversi commissari straordinari, misure di facciata attuate solo per tener buona l’Europa… Davanti all’inesorabile avanzare del percolato che gocciola dall’immondizia in putrefazione minacciando le falde acquifere, davanti alla devastazione che ha invaso campi un tempo fertilissimi, davanti all’impennata delle morti per tumore anche fra i bambini, Padre Maurizio ha capito che non poteva fermarsi. E, per scongiurare l’Apocalisse, ha intrapreso la battaglia che racconta in questo libro, e che è solo all’inizio. Dalle sue parole, forti e chiare su una realtà agghiacciante quanto complessa, nasce un messaggio importantissimo per la coscienza civile di noi italiani.

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