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PROCIDA: LA PROSSIMA VOLTA PRENDI IL BUS…. SAUNA INTEGRALE O DANZA DEL VENTRE?

di Giuseppe Giaquinto

PROCIDA – Circa un mese fa il Presidente dell’Eav, Ing. Umberto De Gregorio, è sbarcato sull’isola per inaugurare la nuova e bella sede della società sul porto di Marina di Grande. Nell’occasione ha parlato di eccellenza procidana riferendosi al servizio di trasporto disabili fatto con bus dedicati e la disponibilità del personale e di cui, ovviamente, siamo fieri.

Nessun riferimento invece all’atavico problema di tutti gli altri mezzi utilizzati sull’isola assolutamente insufficienti ed inadeguati e che vedono il personale fare salti mortali per guidarli, l’utenza vivere disagi continui per accaparrarseli e fare il percorso, nonché l’isola stessa esporsi ad una brutta figura di fronte ai tanti turisti che sbarcano.

In questo contesto, stona persino lo slogan dell’azienda “viaggia positivo” che invita a servirsi del mezzo pubblico. Perché di positivo c’è ben poco.

Attualmente se un utente vuole prendere un bus ha solo l’imbarazzo della scelta tra un maxi taxi con sauna integrale garantita e un bus della prima repubblica con danza del ventre offerta gratuitamente.

Se opta per la prima tipologia si troverà di fronte un bus tipologia maxi taxi da circa 20 persone di capienza con una sola porta centrale dove, se malauguratamente si sta seduti nei sedili in fondo e si vuole scendere, si è costretti a far svuotare mezzo pullman per accedere all’unica porta centrale, con continue benedizioni del resto dei passeggeri. Il tutto dopo aver effettuato un viaggio con un mezzo senza aria condizionata, senza possibilità di aprire i finestrini, e, se si capita in piedi, stretti come alici sotto sale, senza neanche possibilità di dare uno sguardo all’ambiente esterno, con il capo chino in segno di ossequio all’azienda. Insomma di sicuro una sauna garantita delle migliori beauty farm.

Se invece, più astutamente, opta per un bus vecchio west, tipologia pollicino o colibrì, allora si può beneficiare di una animata danza del ventre per tutte le età e per tutta la durata del percorso con affumicata costante ma regolare ed imperfetta chiusura delle porte per provare il brivido di essere catapultati fuori ad ogni sobbalzo.

Questi bus collegano il porto di Marina Grande e di Marina Chiaiolella con una domanda che in estate raggiunge qualche migliaia di unità a fronte di un’offerta di mobilità che viene garantita da scatole gommate da 20 posti con conseguente contrazione degli incassi, dove di positivo resta solo la collaborazione e lo spirito di sacrificio del personale, costretti a guidare in condizioni di estremo disagio, tra lamentale interne al mezzo e caoticità stradale fuori.

Per l’ing. De Gregorio, anche questa sarà eccellenza, anche questo sarà trasporto pubblico.

Di fronte a tale sfacelo ci si viene a parlare di abbandonare l’auto e di servirsi del bus. A parte che ce ne vorrebbero almeno il doppio per garantire un servizio degno di un’isola che vuole privilegiare il trasporto pubblico, che vive di turismo e che dovrebbe fare dell’ospitalità la propria principale vocazione.

Ma un trasporto pubblico per essere preferito deve quantomeno garantire efficienza, comodità e sicurezza.

E dire che solo un paio di anni fa il Presidente De Luca preannunciava che di fronte al disastro trasporti in Campania e alla necessità di garantire comodità ed efficienza ad un sistema di trasporto terrestre considerato uno degli elementi più importanti ed attraenti per la mobilità sostenibile e turistica, era il momento di cambiare.

Se è il momento di cambiare rotta in Campania, a maggior ragione è il momento di cambiare i mezzi utilizzati per espletare il servizio pubblico sull’isola di Procida. Mezzi vecchi di circa 30 anni, a suo tempo realizzati con maggiore criterio rispetto a quelli immessi in epoca recente, ma che dopo tre decenni risultano ad alta emissione inquinante, privi di caratteristiche di sicurezza e di comfort per passeggeri ed autisti, così come più volte evidenziato dagli organi di comunicazione e dai cittadini. Ed è pure il momento di cambiare rotta rispetto all’attenzione riservata all’isola di Procida che registra una mancanza di programmazione seria che serva a mettere fine alla precarietà del servizio che puntualmente si riaffaccia ogni estate, nonché una seria politica di incentivo all’utilizzo del mezzo pubblico e del trasporto ecocompatibile giammai messa in atto dalla società che gestisce il servizio sull’isola.

Se vogliamo puntare al miglioramento dell’accoglienza e all’adeguamento e al potenziamento di tutti i servizi sull’isola, il trasporto pubblico locale rappresenta un elemento indispensabile per garantire un nuovo modello integrato di mobilità, ed una maggiore e migliore fruibilità del territorio nel suo complesso.  C’è da dire che fino ad oggi né la regione né l’azienda hanno mostrato grande attenzione verso l’isola di Procida, soprattutto in termini di investimenti, rimasti praticamente quelli di 30 anni fa.  L’ idea è sempre quella di garantire un trasporto ecocompatibile con bus elettrici o a metano per il centro storico e le periferie dell’isola ed un trasporto efficiente con bus a basso impatto ambientale lungo l’asse centrale di dimensioni tali da essere compatibili con le strade dell’isola ma anche con la capacità di carico nei momenti di affollamento. Per fare questo occorrono investimenti mirati fatti da persone competenti, così come furono fatti 30 anni fa.

Ora, considerato che la Regione Campania con DGR n. 36/2016 ha confermato la volontà di assegnare i servizi minimi su gomma mediante procedura di gara ad evidenza pubblica si aspetterà il subentro degli aggiudicatari per definire il piano di investimento?

Visto che lo stesso ente regionale ha assunto azioni finalizzate al miglioramento dei servizi sotto il profilo della qualità, della sicurezza e della sostenibilità e considerato che il programma di investimento di nuovi bus destinati al trasporto pubblico locale è affidato all’ACaMIR che ha definito, sulla base dei fabbisogni espressi dalle aziende di trasporto pubblico locale, le caratteristiche tecniche degli autobus, viene da chiedersi ma l’EAV ha definito un piano di investimenti che prevede anche la sostituzione del parco mezzi sull’isola di Procida con autovetture idonee al territorio e alla fruizione da parte dell’utenza locale e turistica? Il Comune di Procida ha avanzato una specifica richiesta di sostituzione del parco bus sull’isola con mezzi adeguati, efficienti e compatibili con la domanda di trasporto? In Regione Campania o presso l’ACaMIR ci sono persone che conoscono le esigenze dell’isola o che sono state informate delle nostre necessità e che possono procedere a formulare investimenti commisurati su Procida?

Questo per non perdere l’ennesima occasione di vederci rispettati come Procida e fare un salto di qualità come cittadini. Per adesso anche quest’anno l’isola è condannata a collezionare critiche, riserve, polemiche e recriminazioni per il modo assolutamente insoddisfacente ed obsoleto con cui è organizzato il servizio di trasporto pubblico.

La prossima volta prendi il bus…ora è completo!!!

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